Regolamento condominiale da rispettare: diritti e doveri del condomino

Regolamento condominiale da rispettare: diritti e doveri del condomino
Il regolamento condominiale da rispettare stabilisce diritti e doveri del proprietario e dell’inquilino, l’opponibilità delle clausole del regolamento ai futuri acquirenti

Nel regolamento condominiale sono stabilite tutte le regole che disciplinano la vita del condominio, regolano l’uso delle parti comuni, la ripartizione delle spese e molto altro ancora. In poche parole, stabilisce i diritti ed i doveri di ciascun condomino.

Poichè è necessario stabilire quali siano i diritti del singolo proprietario che non devono ledere la libertà degli altri, il regolamento condominiale stabilisce alcuni divieti e l’eventuale opponibilità sia ai proprietari che ai successivi acquirenti.

Del limite dei divieti del regolamento di condominio si è occupata, di recente la Corte di Cassazione, come riportato da La legge per tutti. In generale il regolamento condominiale deve rispettare i diritti di ciascun condomino risultanti dagli atti di acquisto e dalle convenzioni non potendoli diminuire o escludere in maniera eccessiva.

Eventuali divieti di utilizzo devono essere approvati all’unanimità dall’assemblea. Si parla di limitazioni imposte al proprietario, ad esempio, il regolamento potrebbe vietare il cambio di destinazione dell’immobile (limitando la possibilità di creare uffici, negozi, alberghi, affittacamere, bed and breakfast, asili, palestre, attività rumorose, e via dicendo), impieghi particolari del balcone, rumori durante alcune fasce orarie della giornata

Affinché il regolamento di condominio possa imporre dei limiti all’uso degli appartamenti è necessario che sia stato approvato all’unanimità; inoltre, in caso di successiva vendita dell’appartamento, la clausola limitativa del regolamento deve essere trascritta nei pubblici registri immobiliari o, in alternativa, allegato all’atto di vendita.

L’unanimità nell’approvazione del regolamento di condominio può essere raggiunta con una votazione in assemblea, cui devono partecipare tutti i condomini e tutti devono manifestare consenso, questo significa che non ci devono essere né astenuti, né assenti, né contrari oppure con l’accettazione del regolamento, predisposto dall’originario costruttore, da parte di ogni singolo acquirente di appartamento all’atto della stipula del rogito notarile, ossia in sede di vendita. Tale regolamento vincola anche i successivi acquirenti, a patto che venga trascritto nei pubblici registri immobiliari, anche se viene spesso stabilito che sia sufficiente che il regolamento sia menzionato nell’atto di acquisto.

Secondo la Cassazione, la clausola contenuta nel regolamento di condominio con cui viene imposto un limite all’uso delle proprietà private deve essere interpretata come una servitù atipica. In altre parole, tale clausola, per essere opponibile ai terzi, deve seguire le stesse regole dettate per la costituzione delle servitù e, quindi, deve essere trascritta in apposita nota distinta da quella dell’atto di acquisto.

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