Tasse più alte per una casa piccola: la sentenza della Ctr Lazio

Tasse più alte per una casa piccola la sentenza della Ctr Lazio
Secondo una recente sentenza le tasse più alte per una casa piccola sono legali, le dimensioni modeste sono vendibili più facilmente rispetto a quelle più grandi

Se si acquista una casa piccola pensando poi di risparmiare sulle tasse rispetto ad una abitazione grande, si commette un errore. Questo è quanto emerge da una sentenza piuttosto sconcertante emessa qualche giorno dalla Ctr Lazio. Secondo i giudici, infatti, una casa di modeste dimensioni deve pagare più tasse di quella grande anche se situata nello stesso quartiere.

Il motivo è semplice, l’immobile piccolo è più facilmente piazzabile sul mercato immobiliare. Per chiarire da dove sia partita questa singolare e discutibile sentenza, bisogna sapere che il Fisco controlla spesso le rendite catastali degli immobili e le riclassa in base alle mutate condizioni del mercato. Come spiega La legge per tutti, una volta che i parametri sono aggiornati, può succedere che il contribuente si ritrovi a pagare tasse più salate visto che le aliquote tengono conto proprio di tali dati. Il motivo è presto detto.

Se una decina d’anni prima è stata acquistata una casa in periferia, con il passare del tempo, la periferia diventa centro città per via della naturale espansione urbanistica. Più volte la Cassazione e la stessa Agenzia delle Entrate hanno invitato gli uffici ispettivi a non limitarsi a fare indagini a tavolino, solo sulla base delle mappe satellitari o delle quotazioni Omi (Osservatorio del mercato immobiliare), è indispensabile verificare attentamente anche di persona. Non è raro, le cronache ci insegnano, che una casa in una zona quotata può essere fatiscente.

La sentenza di cui si discute, elenca una serie di parametri di cui tener conto per un eventuale riclassamento, fra cui la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la zona di mercato in cui l’unità è ubicata, le caratteristiche edilizie del fabbricato, la presenza di infrastrutture, di negozi e uffici, facilità di collegamento, e via dicendo.

Il riclassamento viene fatto comparando la casa da riclassare con quelle limitrofe, confrontando i prezzi di mercato della zona e non solo. Una casa più grande non sempre vale di più di una piccola. Secondo la Ctr Lazio, la minore superficie non è un elemento “dirimente” rispetto alla valutazione, considerata la zona e “la maggiore appetibilità di immobili di minore consistenza sotto il profilo della commercializzazione”. In altre parole, il proprietario di un appartamento piccolo è più ricco di un proprietario di un alloggio grande. Una sentenza davvero bizzarra quella dei giudici tributari della Capitale.