Mercato dei mutui a febbraio: cala la prima casa e tasso fisso in crescita

Mercato dei mutui a febbraio cala la prima casa e tasso fisso in crescita
L’andamento del mercato dei mutui a febbraio rivela che sono in calo le erogazioni per l’acquisto della prima casa, in forte crescita il tasso fisso

L’ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it rivela che nel primo trimestre di questo nuovo anno, le richieste di mutui di surroga si sono attestate al 47 per cento del totale, nel quarto trimestre dello scorso anno segnavano il 44,6 per cento, i dati si riferiscono al 28 febbraio.

Non registra cambiamenti la domanda per l’acquisto di una seconda casa che resta stabile al 5,2 per cento e al 3,2 per cento la domanda per ristrutturazione e costruzione. Una riduzione si registra, invece, sul fronte delle richieste di mutuo per l’acquisto della prima casa, che cala dal 44,9 per cento della fine dello scorso anno all’attuale 42,5 per cento.

Lo stesso risultato emerge per le surroghe, le erogazioni registrano una percentuale del 42,9 per cento sul totale del campione e del 5,9 per cento per la seconda casa. Le erogazioni finalizzate all’acquisto della prima casa registrano una flessione del 3,3 per cento arrivando a segnare il 46,4 per cento.

Per quanto riguarda il parametro di indicizzazione dei mutui a tasso fisso (Eurirs), rispetto agli ultimi mesi dello scorso anno, si evidenzia una risalita, era l’1,60 quello a 20 anni contro l’1,48 per cento di gennaio. Tuttavia, le richieste di mutui a tasso fisso non sembrano registrare una battuta di arresto, attualmente sono il 78,2 per cento rispetto al 76,0 per cento della fine dello scorso anno. Gli italiani scelgono il tasso fisso per assicurarsi una rata mensile certa, sicuramente incoraggiati dalle numerose e vantaggiose offerte che ormai da qualche tempo propongono gli istituti di credito. Rimane una fetta ridotta per il tasso variabile che dal 20,8 per cento scende al 19,2 per cento, si può sicuramente parlare di minimo storico, l’1,6 per cento sono mutui a tasso variabile con CAP.

I mutuatari italiani sembrano aver cambiato anche la tendenza verso la durata dei mutui, scegliendo durate più brevi. Guadagnano così qualche punto percentuale le durate inferiori ai 20 anni, il 58,8 per cento contro il 55,9 per cento dell’ultimo trimestre dello scorso anno, mentre dal lato delle erogazioni a crescere è il periodo dei 25-30 anni, con il 20,2 per cento dei finanziamenti, contro il 16,4 per cento del periodo precedente.
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