Diritto di usucapione su un terreno: quanti anni devono trascorrere

Diritto di usucapione su un terreno quanti anni devono trascorrere
Come funziona il diritto di usucapione su un terreno, quanti anni devono trascorrere prima di diventarne legittimi proprietari

Quanti anni devono trascorrere per esercitare il diritto di usucapione? Una domanda che in molti si pongono. Come per gli immobili, anche per i terreni si può esercitare tale diritto. Nel caso in cui, ad esempio, si è coltivato, recintato e utilizzato per un uso personale, ed il proprietario non ha mai reclamato la titolarità dell’immobile, decidendo di regolarizzare presso i pubblici registri, come bisogna agire?

A dare qualche chiarimento è La legge per tutti. L’usucapione consente di diventare intestatari di un bene senza bisogno di contratti, donazioni o successioni ereditarie. Poniamo il caso di un proprietario di un terreno che lascia il proprio fondo in gestione a qualcuno che ha ricevuto l’incarico di ararlo e raccoglierne i frutti con la possibilità di tenere per sé tutto il raccolto. Il proprietario, trascorsi 30 anni, chiede di rientrare in possesso del proprio terreno, che cosa accade?

Chi si è limitato a coltivare il terreno, attenendosi alle istruzioni ricevute, non può rivendicare l’usucapione in quanto ha mantenuto un comportamento rispettoso dell’altrui proprietà fino alla fine. Quindi, il fondo dovrà essere restituito al legittimo titolare. Affinché scatti l’usucapione è necessario non solo possedere il bene altru inon clandestinamente per 20 anni, ma compiere anche atti tipici che solo il proprietario potrebbe fare. Insomma bisogna agire come se il bene fosse proprio, disconoscendo pubblicamente l’altrui diritto.

A proposito degli anni necessari affinchè un terreno passi di proprietà, tutto dipende dal tipo di bene, di seguito un breve riassunto:

  • 20 anni per gli immobili il cui possesso sia stato acquistato ben sapendo che si tratta di una proprietà altrui sia pur nella consapevolezza del legittimo proprietario. Il termine non comincia a decorrere da quando si è acquistato il possesso del bene ma da quando si è posto il primo atto che manifesta l’intenzione di atteggiarsi a proprietario esclusivo del bene;
  • 20 anni per gli altri diritti di godimento sopra un immobile altrui (usufrutto, uso, abitazione, servitù, ecc.);
    20 anni per i beni mobili; 10 anni se si è acquistato il possesso in buona fede cioè credendo di avere tra le mani un atto di acquisto valido che invece si è rivelato nullo (è il caso di chi compra da colui che non è il proprietario o senza il consenso del comproprietario);
  • 10 anni per i beni mobili, relativamente alla proprietà o altri diritti reali acquisiti in buona fede da chi non ne è il proprietario, in presenza o meno di un atto di proprietà;
  • 10 anni per i beni mobili iscritti nei pubblici registri;
  • 3 anni dalla trascrizione per i beni mobili iscritti nei pubblici registri acquistati in buona fede da chi non ne è proprietario ossia con un atto nullo.

Per l’acquisto della proprietà rurale nei comuni montani l’usucapione ordinaria è di 15 anni e quella abbreviata di 5. Secondo la legge, nelle zone disagiate è maggiormente da preferire chi lavora la terra ricavandone un reddito rispetto a chi la lascia inoperosa.

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