Il mercato residenziale negli ultimi 60 anni: i cambiamenti secondo EY

Il mercato residenziale negli ultimi 60 anni i cambiamenti secondo EY
Com’è cambiato il mercato residenziale negli ultimi 60 anni in Italia, la difficile ripartenza del settore e le future prospettive a breve e lungo termine

Lo scorso anno il settore residenziale in Italia, per il terzo anno consecutivo, ha registrato una crescita delle compravendite, arrivando, secondo le stime, a circa 550.000 (+5 per cento rispetto al 2016), l’incremento complessivo registrato è pari al 35 per cento se si confronta con il periodo 2013-2014. Valori importanti anche se ancora molto lontani dalle 900.000 transazioni del 2004.

A dirlo è il report della società di consulenza EY “Residential development in Italy. Challenges and opportunities in the market”, che analizza le caratteristiche specifiche del mercato residenziale italiano e i suoi mutamenti negli ultimi 60 anni e mette in evidenzia opportunità ed eventuali futuri rischi.

Secondo il report, dal 1958 ad oggi, sono identificabili cinque cicli, mediamente di 13 anni ciascuno. Molte le caratteristiche in comune dei cicli, soprattutto per quanto riguarda la correlazione tra l’indice dei prezzi delle abitazioni e i trend delle transazioni. In confronto al resto dei Paesi europei, si conferma che in Italia la percentuale delle famiglie italiane che vivono in una casa di proprietà è molto elevata, ben il 77.4 per cento.

Al contrario, il mercato delle locazioni è tra i più bassi, seppure con un trend in rialzo, generalmente dovuto alla riduzione della capacità di acquisto di un immobile, le disparità geografiche che comportano migrazioni verso aree in cui ci sono maggiori opportunità professionali, i cambiamenti dei modelli di consumo che puntano sempre più verso l’utilizzo senza possesso e le dinamiche demografiche in corso.

Marco Daviddi, partner EY, real estate leader per l’Italia, ha commentato: “Lo stock residenziale esistente ha caratteristiche, ad esempio dimensionali, costruttive, energetiche, tali per cui rischia di essere sempre più lontano dalla richieste del mercato di oggi. Questo spiega anche perché i prezzi del prodotto usato continuino a scendere, anche nel 2017, mentre il prezzi del prodotto nuovo sono in crescita, trainati dalla domanda che, specie in alcune aree geografiche, si sta irrobustendo, seppure con caratteristiche nuove. Dopo diversi anni di freno generalizzato nell’attività di sviluppo residenziale, testimoniato anche dal ridotto numero di nuove abitazioni immesse sul mercato, con una riduzione di circa l’80% rispetto al massimo registrato nel 2005, la ripresa delle compravendite ha determinato un elevato assorbimento dello stock di invenduto e riteniamo che ci siano a questo punto le condizioni per procedere con nuovi sviluppi. Il confronto tra trend di mercato e condizioni socio-demografiche nel nostro paese suggerisce, però, di dotarsi di nuovi strumenti di analisi, progettazione e commercializzazione degli interventi, con un’adeguata pianificazione finanziaria che possa consentire anche di andare verso un collocamento del prodotto in locazione, anziché attraverso tradizionali vendite”.

Rita Neri, partner EY, advisory services marketing and digital communication leader: “L’approccio alla comunicazione del prodotto immobiliare residenziale deve mettere al centro il cliente e i suoi bisogni e deve quindi partire dalla identificazione ex ante del target. Un approccio multicanale permette di presidiare tutti i punti di contatto e di raggiungere chi può essere davvero interessato all’immobile rendendo misurabile ed efficace l’investimento in marketing e comunicazione. L’esperienza che abbiamo maturato sul campo mira a instaurare un dialogo con i potenziali clienti e ad accompagnarli nella scelta”.

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