La crisi del quarto di vita dei giovani: timori per casa e lavoro

La crisi del quarto di vita dei giovani timori per casa e lavoro
L’indagine riguarda la crisi del quarto di vita dei giovani, insoddisfatti della professione, timorosi del futuro, sempre sotto stress

Una volta si parlava di crisi di mezza età, intorno ai 50 anni si faceva il bilancio della propria vita e poi si andava avanti. Oggi le cose sono cambiate, ed archiviata la mezza età, arriva la crisi del quarto di vita che attanaglia i giovanissimi e, considerando i tempi che corrono, non c’è da meravigliarsi.

A fare l’indagine fra i giovani è LinkedIn, il social network dedicato ai contatti di lavoro, che ha rivelato il profondo disagio dei giovani italiani, un quadro che non è per nulla incoraggiante. Soprattutto sotto il profilo professionale, 8 lavoratori tra i 20 e i 30 anni dichiarano di essere stressati e oltre il 43 per cento ha paura di non riuscire a fare il lavoro che sognano.

Ad essere maggiormente preoccupati non sono i disoccupati, bensì quelli che hanno appena iniziato il loro percorso lavorativo ma che, spesso, non corrisponde a quello che avrebbero sognato di fare, costringendoli ad un cambiamento radicale.

Lo studio del social network professionale ha evidenziato che la maggior parte degli under 30 entra in crisi intorno a 28 anni (33 per cento), particolarmente ansiosi di non riuscire a trovare un lavoro che li appassioni davvero (43 per cento), il 41 per cento non ha uno stile di vita che li soddisfi ed il 33 per cento teme di non essere in grado di comprare una casa.

Questi fattori stressano maggiormente i giovani professionisti rispetto a chi ha timore di non trovare un lavoro (29 per cento) e al trovare un partner (31 per cento). Percetuali che dimostrano quanto siano cambiate le priorità di questa generazione.

Nel nostro Paese, dice l’indagine, il 77 per cento dei giovani lavoratori si sente costantemente sotto pressione, in particolare le donne si sentano più insicure riguardo alla propria carriera (49 per cento) rispetto agli uomini (36 per cento). Il 28 per cento degli intervistati ritiene di aver perso troppo tempo svolgendo un lavoro sbagliato. Il 41 per cento si sente frustrato riguardo alle sue possibilità di carriera, mentre il 38 per cento dice di non avere un giusto stipendio.

Quel che manca ai giovani, appare chiaro, è aver ricevuto il giusto consiglio al momento opportuno. Il 33 per cento dei giovani lavoratori italiani, infatti, ha dichiarato di aver dovuto cambiare completamente la propria carriera, il 14 per cento ha dato le dimissioni senza avere un’altra opportunità di lavoro e il 15 per cento ha deciso di tornare a studiare. Infine, il 14 per cento ha cambiato città, il 23 per cento ha deciso di andare all’estero o aprire una propria attività (12 per cento).

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