In salita a gennaio i prestiti a famiglie e imprese: il rapporto Abi

In salita a gennaio i prestiti a famiglie e imprese il rapporto Abi
Risultano in salita a gennaio i prestiti a famiglie e imprese, lo rivela il rapporto mensile Abi, tassi ai minimi storici, positivo l’andamento dei mutui per l’acquisto di una casa

Il consueto rapporto mensile Abi rileva che a gennaio sono aumentati i prestiti alle famiglie ed imprese italiane ed il tasso sul totale dei prestiti tocca il minimo storico. L’ammontare dei prestiti erogati dalle banche ammonta a 1.770 miliardi di euro.

Dai dati emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita dell’1,8 per cento su base annua, proseguendo la dinamica positiva complessiva del totale dei prestiti in essere. Gli ultimi dati relativi ala fine dello scorso anno, conferma anche l’andamento positivo del mercato dei mutui. L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +3,2 per cento rispetto alla fine del 2016 (quando già venivano registrati segnali di miglioramento).

A gennaio 2018, i tassi di interesse applicati sui prestiti alla clientela si collocano su livelli molto bassi: il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,69 per cento, minimo storico (2,69 per cento era anche il mese precedente e 6,18 per cento prima della crisi).

Al minimo storico anche il tasso medio applicato ai finanziamenti erogati alle imprese che si attesta a 1,45 per cento, il mese precedente era 1,50 per cento, alla fine del 2007 era 5,48 per cento.

Pressochè al minimo storico il tasso medio applicato sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni pari a 1,92 per cento (era 1,90 per cento a dicembre dello scorso anno, minimo storico, 5,72 per cento a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui, ancora una volta prevale il tasso fisso scelto per circa i due terzi dei richiedenti il finanziamento.

Le sofferenze bancarie si sono ridotte in un solo anno del 25,8 per cento. In particolare, la riduzione è di quasi 24,5 miliardi rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015, quando si attestavano a 88,8 miliardi.

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