Mutui per bioedilizia al rallenty: le richieste non decollano

Mutui per bioedilizia al rallenty le richieste non decollano
L’andamento dei mutui per bioedilizia al rallenty emerge da un’analisi recentissima, la domanda si ferma allo 0,47 per cento

Le costruzioni in legno piacciono agli italiani, ma il mercato dei mutui per bioedilizia viaggiano ancora in terreno negativo. I cossiddetti mutui green, vale a dire i finanziamenti per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili in legno, ha ritmi lenti, tanto che lo scorso anno le richieste si sono fermate allo 0,47 per cento.

A dirlo è un’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha monitorando oltre 15.000 richieste di mutuo raccolte attraverso i due portali dall’1 gennaio al 31 dicembre dello scorso anno. Inoltre, l’importo che si richiede non supera 178.500 euro, equivalente al 60 per cento del valore dell’immobile. Nella maggior parte dei casi, ovvero l’ 80 per cento, si sceglie il tasso fisso con un piano di rientro in 23 anni. L’età media del richiedente è di 40 anni.

Dai dati raccolti di Facile.it e Mutui.it emerge una sostanziale differenza a livello territoriale; la regione italiana più interessata ai mutui per bioedilizia risulta essere il Veneto, con il 26 per cento delle domande. A seguire, la Lombardia ed il Piemonte, entrambe con il 13 per cento delle richieste.

Va ricordato che si può ricorrere ad un mutuo green solo per l’acquisto, la ristrutturazione o costruzione di immobili in legno con specifici requisiti. La maggior parte degli istituti di credito richiede che l’edificio sia ancorato al terreno tramite fondamenta, abbia una classe energetica pari o superiore a B, una resistenza al fuoco almeno R30 e sia stato costruito per durare 50 anni o più.

Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it, ha commentato: “Fino a qualche anno fa era di fatto impossibile comprare una casa in bioedilizia attraverso un mutuo. Oggi, invece, le banche non solo sono disposte a erogare finanziamenti per questa tipologia di immobili, ma lo fanno attraverso prodotti del tutto equiparabili – in termini di condizioni – ai mutui tradizionali per l’acquisto di una prima casa. Quindi, pur trattandosi ancora di un mercato di nicchia, la strada percorsa è stata molta, e ancor più grandi sono i margini di crescita del settore”.

Il mercato italiano della produzione di immobili in legno ha registrato una buona crescita nel 2015 di quasi il 10 per cento, sfiorando i 700 milioni di euro. L’Italia ha guadagnato il quarto posto in Europa alle spalle di Germania (1,8 miliardi di euro), Regno Unito (1,5 miliardi di euro) e Svezia (1,3 miliardi di euro).

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