Come difendersi dai vicini di casa molesti: cosa dice la legge

Come difendersi dai vicini di casa molesti cosa dice la legge
Molto utile sapere come difendersi dai vicini di casa molesti, dal rumore eccessivo durante la notte al parcheggio abusivo nel posto auto altrui

Non c’è condominio al mondo in cui si possa vivere tranquilli, le contestazioni sono all’ordine del giorno e spesso con i vicini di casa è guerra aperta che si combatte durante le assemblee di condominio. Si chiamano molestie condominiali e riguardano l’eccessivo rumore notturno, lo sbattimento dei tappeti che sporca balconi o terrazze, piccoli dispetti di ogni genere.

Ragionevole sarebbe armarsi di pazienza per il quieto vivere di tutti e non impegnarsi a rendere insopportabile la convivenza. Lo dice anche la giurisprudenza, in condominio è fatto obbligo di collaborazione e condivisione degli spazi comuni. Ci si può difendere dai vicini di casa molesti ma, come riporta La legge per tutti, per parlare di stalking condominiale, è necessario valutare l’intensità e la frequenza dei comportamenti contestati.

La Cassazione ha escluso la possibilità di risarcimenti per danni di poco valore, ma è opportuno difendersi se le molestie sono ripetute tanto da creare uno stato di timore o ansia. Lo stalking condominiale, una volta accertato, viene punito dal codice penale quando c’è una serie di atti persecutori, con il rischio di reclusione da sei mesi a cinque anni. Gli atti persecutori non devono essere diretti necessariamente ad una stessa persona, si pensi ad una condanna emessa dai giudici della Cassazione nei confronti di uno stalker che aveva preso di mira i condomini di un intero edificio.

La molestia più frequente è il vicino molto rumoroso. La legge non stabilisce orari durante i quali bisogna evitare schiamazzi o astenersi dallo svolgere qualsiasi attività che potrebbe dare fastidio, ma dice genericamente che i rumori non devono mai superare la normale tollerabilità. Un particolare rumore può essere insopportabile di notte e appena percepibile di giorno, un rumore occasionale non dà fastidio ma se persistente può diventare molesto.

Se il vicino è eccessivamente rumoroso si può chiedere ad un avvocato di diffidare il vicino e procedere con una richiesta di risarcimento del danno; se ancora nulla accadesse, si può agire in Tribunale in via d’urgenza per ottenere una condanna ad astenersi dalle condotte moleste. Se il rumore è talmente forte da disturbare non solo il vicino del piano di sotto, ma tutto lo stabile o il quartiere scatta il reato di disturbo della quiete pubblica e si può denunciare. Anche l’inquilino ha i suoi diritti, dunque, può recedere dal contratto di locazione prima della scadenza, salva la possibilità del padrone di casa di rivalersi contro il responsabile.

Se il vicino del piano di sopra innaffia copiosamente le piante e non rinuncia a stendere i panni gocciolanti, si può procedere con una diffida; se nulla accadesse, si può configurare il reato di getto pericoloso di cose. Fra queste è incluso il lancio di mozziconi di sigarette, detersivi corrosivi e cenere sul balcone del vicino. Per tale reato si può arrivare all’arresto fino a un mese o un’ ammenda di 206 euro.

Anche gli odori da cucina hanno un limite di tollerabilità. Per l’odore di fritto o di sugo si rischia il penale. Secondo la Cassazione, si tratta di “molestie olfattive” generate da privati e non da attività commerciali, industriali o da locali di ristorazione. Fastidioso è anche il fumo del barbecue che entra nelle case dei vicini. In questo caso, le opinioni sono contrastanti, il codice civile parla di non superare la normale tollerabilità e di avere riguardo della condizione dei luoghi. La Cassazione ha invece detto che bisogna adottare delle misure per evitare il superamento di limiti o di quelli imposti da specifiche normative, intendendo l’eventuale regolamento comunale o condominiale che stabilisce quando, dove e come si può fare il barbecue.

Il cattivo odore può anche essere provocato dagli animali del vicino, ad esempio un giardino non ripulito. In questo caso, oltre a una denuncia all’Asl, il vicino rischia anche una querela per la molestia olfattiva.

Chi vive al primo piano può chiedere al vicino di non lasciare il motore acceso sotto la propria finestra. Più ricorrente è il caso di chi parcheggia l’auto impedendo a un altro condomino di accedere o uscire dal garage. In tal caso, non si può chiamare il carro attrezzi se si è all’interno di un cortile condominiale, ma si può querelare il colpevole per violenza privata.

Infine, per quanto riguarda il ruolo dell’amministratore di condominio, va precisato che questi non può intervenire nelle liti private tra proprietari a meno che non si tratti di violazione del regolamento di condominio e che sia autorizzato ad applicare sanzioni pecuniarie. Al contrario, l’amministratore deve intervenire se la lite riguarda questioni legate all’uso delle parti comuni.

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