Nuova Zelanda vietato comprare casa agli stranieri: emergenza abitativa

Nuova Zelanda vietato comprare casa agli stranieri emergenza abitativa
In Nuova Zelanda vietato comprare casa agli stranieri, in controtendenza con altri Paesi nel mondo, il Governo ha deciso di contrastare l’emergenza abitativa creata dall’eccessivo rincaro dei prezzi

Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un fenomeno inconsueto, molti Comuni sono disposti ad investire piccole e grandi somme per non vedere lo spopolamento di alcune comunità sull’orlo della desertificazione. Ma anche la Svizzera non è immune all’emergenza, tanto che il Comune di Albinen, per aumentare i residenti, aveva offerto ben 25 mila euro per ogni famiglia che volesse trasferirsi, addirittura quasi 60 mila euro per una famiglia di 4 componenti, una proposta molto allettante che ha portato ad una fortissima richiesta che si è cercato di calmierare in qualche modo.

Non è così dall’altra parte del mondo, esattamente in Nuova Zelanda, dove il Governo vuole impedire agli stranieri di comprare casa nel territorio nazionale. Una decisione presa per cercare di arginare la profonda crisi abitativa che sta vivendo la Nazione, che consente solo ai neozelandesi, in questo momento fortemente penalizzati dall’impennata dei prezzi degli immobili, di acquistare un’abitazione già esistente. Se proprio gli stranieri volessero investire sul territorio, potranno solo costruire una casa ex novo. La decisione è contenuta in disegno di legge che potrebbe essere approvato dal Parlamento nei primi mesi dell’anno appena iniziato.

Nell’ultimo decennio, infatti, la Nuova Zelanda è diventata una destinazione attraente per ricchi stranieri e investitori cinesi. L’eccesso di domanda di abitazioni rispetto a quelle realmente disponibili sul mercato, ha causato un incremento dei prezzi del 57 per cento con il conseguente aumento dei senza tetto. L’unica alternativa per gli stranieri che intendono trasferirsi in Nuova Zelanda, ad eccezione dei cugini e vicini di casa australiani, è quella di investire in una nuova costruzione e dichiarare espressamente l’intenzione di voler vivere nel Paese per lungo tempo. Inoltre, secondo alcune anticipazioni, se si decidesse di lasciare il Paese, la normativa prevede l’obbligo di vendere immediatamente l’immobile.

Intanto, la ventilata ipotesi della proposta di legge ha causato un picco delle vendite di immobili di quasi il 18 per cento, quasi a volersi mettere con le spalle al sicuro e, inutile dirlo, per la maggior parte stranieri. Non mancano, ovviamente, favorevoli e contrari al drastico provvedimento. Secondo il parere di molti esperti il blocco degli investitori stranieri rischia di avere un effetto limitato rispetto all’entità del problema. Per altri, la situazione potrebbe addirittura peggiorare creando inevitabili divergenze economiche con altri Paesi.