Spese di condominio arretrate: chi paga fra venditore e acquirente

Spese di condominio arretrate chi paga fra venditore e acquirente
Chi paga le spese di condominio arretrate fra acquirente e venditore? Per via della responsabilità solidale, sono entrambi responsabili

Quando si acquista una casa, fra le tante informazione da acquisire, oltre alle ipoteche che possono gravare sull’immobile, anche le eventuali spese condominiali che il vecchio proprietario potrebbe non aver pagato. Contrariamente a quanto si pensa, non sempre è l’ex proprietario a risponderne, esiste una responsabilità solidale che per due anni lega venditore e compratore.

Come spiega La legge per tutti, l’amministratore di condominio può liberamente decidere di chiedere il pagamento tanto all’uno quanto all’altro. In buona sostanza, entrambi sono obbligati a versare le spese condominiali non ancora versate ma solo per l’anno in corso e quello precedente. Per le morosità anteriori, ne risponde solo il venditore.

Di questo argomento se ne è occupata recentemente la Corte di Cassazione. Il Codice Civile prevede in effetti che le spese condominiali siano a carico di entrambi per il periodo indicato ma non specifica cosa si debba intendere con ”anno in corso”. Secondo la Cassazione è riferito al periodo annuale della gestione condominiale, che potrebbe non coincidere con l’anno solare. In caso di morosità per tale periodo di tempo, l’eventuale decreto ingiuntivo potrebbere essere emesso nei confronti dell’acquirente che non potrà evitare il pagamento ma potrà poi chiamare in causa il venditore. L’acquirente, infatti, è tenuto a versare gli arretrati dovuti al condominio anche se dichiara di non esserne stato a conoscenza, ma potrà solo rivalersi contro il venditore per ottenere la restituzione di quanto versato in suo conto.

Sono sicuramente a carico del vecchio proprietario le somme ancora dovute e anteriori rispetto all’anno in corso e all’anno precedente. Tuttavia, l’amministratore potrebbe decidere di chiedere il pagamento al nuovo proprietario il saldo di vecchi sospesi, in questo caso, il compratore può agire contro il venditore, inoltre, se nel contratto di compravendita è specificata la clausola in cui si dichiara l’immobile venduto “libero da oneri”, l’acquirente può anche chiedere il risarcimento del danno.

La Cassazione ha dunque chiarito che il vincolo di solidarietà tra acquirente e venditore, funziona con riferimento all’anno dell’esercizio contabile del condominio di riferimento. Se quest’ultimo dovesse rinnovare il vecchio debito negli esercizi successivi, quelli relativi ad oltre i due anni antecedenti alla data di trasferimento dell’immobile, questi non potranno essere imputati all’acquirente.

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