Quanto rende dare in affitto un appartamento: investimento vantaggioso

Quanto rende dare in affitto un appartamento investimento vantaggioso
Interessante indagine su quanto rende dare in affitto un appartamento, il 4,9 per cento lordo annuo, a conti fatti, più fruttuoso di un btp

Gli investitori italiani credono ancora nel mattone, una rinnovata fiducia incoraggiata dai prezzi delle case che continuano a registrare flessioni piuttosto consistenti e da un più facile accesso al mercato creditizio con tassi ancora ai minimi storici. Acquistando un immobile da mettere a reddito, si ha la certezza che, grazie anche a canoni di locazione in rialzo, ci sarà un buon rendimento annuo.

A sciogliere eventuali dubbi, ci pensa un’indagine dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, che ha calcolato il rendimento annuo lordo degli immobili, vale a dire il rapporto tra canone di locazione annuo, cioè quanto andrà ad incassare il proprietario di casa in dodici mensilità di affitto, e il capitale investito per acquistare l’immobile.

Dall’analisi emerge che il rendimento annuo per un bilocale nelle grandi città italiane, è mediamente del 4,9 per cento. Le città nelle quali dare in locazione un appartamento rende di più, sono Firenze, con una media del 4,2 per cento, a Verona si raggiunge il 5,9 per cento, a Palermo si parla di una percentuale del 5,5 per cento. Nel primo semestre dell’anno in corso, spiega l’analisi Tecnocasa, i canoni di locazione delle grandi città hanno registrato un buon incremento, si va del 2 per cento per i monolocali, all’1,2 per cento per i bilocali e l’1,1 per cento per i trilocali.

L’indagine dell’ Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, riporta un esempio che prende in considerazione l’affitto di un appartamento a Milano, dove il rendimento lordo è del 4,9 per cento, in linea con il dato nazionale. Avendo una possibilità di investire 236 mila euro, si potrebbe acquistare un bilocale in zona semicentrale affittandolo con contratto di locazione con cedolare secca al 21 per cento. In 15 anni, si potrebbero incassare 700 euro mensili.

Dagli 8.400 euro lordi del canone annuo si dovranno detrarre la cedolare secca al 21 per cento, le spese di manutenzione straordinaria, Imu e Tasi, per cui resterà un canone annuo netto di 5.224 euro. Facendo i dovuti calcoli, il guadagno netto in quindici anni sarà di 78.360 euro, oltre alla rivalutazione annua dell’immobile su base Istat, secondo l’esempio, da 236 mila euro a 267.033 euro, per un valore totale di 345.393 euro.

In pratica, nel confronto con la rendita di un btp a 15 anni, che rende al netto l’1,93 per cento, vince l’investimento nel mattone. Riprendendo l’esempio dell’appartamento da 236 mila euro, con un btp a 15 anni, il capitale finale sarebbe di 315.160 euro, 30 mila euro in meno rispetto agli oltre 345 mila euro di resa di un appartamento dato in affitto.

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