Tasso fisso o variabile quale scegliere: i fattori da valutare

Tasso fisso o variabile quale scegliere i fattori da valutare
Mutuo a tasso fisso o variabile quale scegliere? Qualche consiglio su come orientarsi valutando tanti fattori, dalla situazione economica all’andamento del mercato

Il primo passo da fare è trovare una casa adatta alle proprie esigenze, poi bisogna valutare l’istituto di credito al quale chiedere il mutuo ipotecario, ed una volta individuato, la scelta importante da fare è quella del tipo di tasso, fisso o variabile.

Non c’è una risposta precisa per tutti, la convenienza o meno dipende da tanti fattori. E’ dunque fondamentale valutare attentamente sia i vantaggi che gli svantaggi prendendo in considerazione, innanzitutto, la propria situazione economica, l’andamento dei mercati e la durata del mutuo che dovrà tenere conto dell’età in cui si accede al mutuo.

Per orientarsi bisogna innanzitutto capire quale sia la differenza fra il tasso fisso e quello variabile. Con il primo, il tasso di interesse resta quello fissato dal contratto per tutta la durata del mutuo. Il vantaggio è di sapere con certezza la rata mensile che si andrà a rimborsare, lo svantaggio è non poter sfruttare eventuali riduzioni dei tassi che dovessero verificarsi nel tempo.

Sceglieranno il tasso fisso i mutuatari che vogliono l’assoluta certezza che per tutta la durata del mutuo, che i tassi di mercato crescano o meno, dal momento della firma del contratto al momento dell’estinzione, gli importi delle singole rate e dell’ammontare complessivo del debito da restituire resteranno invariate. Sul fronte opposto, le condizioni sono più impegnative rispetto al tasso variabile.

La guida della Banca d’Italia spiega che con un mutuo a tasso variabile il tasso di interesse, è soggetto a variazioni rispetto a quello di partenza poiché segue le oscillazioni stabilite dai mercati monetari e finanziari. Il rischio è, di conseguenza, che quasi certamente si andrà incontro ad un aumento dell’importo delle rate. Importante è essere consapevoli che l’effetto di un rialzo dei tassi sarà più rilevante sui mutui a lunga scadenza. I tassi variabili sono inizialmente più bassi di quelli fissi, ma possono aumentare nel tempo, facendo così lievitare l’importo delle rate mensili. Il tasso variabile è consigliato a chi preferisce seguire l’andamento del mercato e non avrebbe problemi a far fronte a eventuali rate più consistenti.

L’attuale andamento dei tassi, secondo il bollettino trimestrale ‘Bussola Mutui CRIF – MutuiSupermarket.it, evidenzia un rialzo dell’1,6 per cento nel secondo trimestre, gli spread medi di erogazione dei nuovi mutui a tasso fisso nonostante una stabilità degli indici IRS. Per i mutui a tasso variabile rimane stabile lo spread medio applicato ai nuovi mutui erogati, con una media attorno al 2,8 per cento. Sono stabili anche gli indici Euribor 3 mesi. Tuttavia, prima di compiere una scelta definitiva, vale la pena di mettere a confronto le proposte di più intermediari.

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