Richiesta rimborso della tassa rifiuti: come fare il conteggio esatto

Richiesta rimborso della tassa rifiuti come fare il conteggio esatto
Le modalità da seguire per la richiesta rimborso della tassa rifiuti, il conteggio per scoprire se l’imposta è stata calcolata correttamente

Non è più un mistero, da qualche tempo ormai sappiamo che molti Comuni italiani non hanno agito legalmente nel richiedere al contribuente la tassa sui rifiuti, la ormai famigerata Tari che, a conti fatti, pesa molto nelle tasche degli italiani.

Il caos era scoppiato dopo una interrogazione parlamentare che ha fatto scoprire come molti Comuni avessero gonfiato la quota variabile dell’imposta, costringendo i contribuente a sborsare somme piuttosto importanti, peraltro non dovute. Infatti, la tassa sulla spazzatura che molti Comuni italiani, consapevoli o meno, hanno erroneamente conteggiato, ha costretto nolti contribuenti a versare somme di gran lunga superiori a quelle che spettavano, in alcuni casi addirittura il doppio.

A chiarire la situazione è il Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia che ha pubblicato una circolare nella quale chiarisce l’esatta applicazione della Tari. I chiarimenti si sono resi indispensabili poiché il calcolo effettuato da molti Comuni era sbagliato, in quanto la parte variabile della tassa era stata moltiplicata per il numero delle pertinenze. Da qui l’errore che ha prodotto risultati decisamente più elevati rispetto a quelli che sarebbero stati applicando la quota variabile una sola volta.

Qualora il contribuente riescisse a riscontrare un errato computo della parte variabile della tassa sui rifiuti effettuato dal Comune o dal soggetto gestore del servizio, può chiedere il rimborso del relativo importo in ordine alle annualità a partire dal 2014, anno in cui la Tari è entrata in vigore. Fondamentale, è scoprire se l’imposta è stata calcolata correttamente. Ma come?

Intanto, è necessario avere a disposizione il regolamento dedicato alle pertinenze della Tari. Se il Comune prevede di applicare una sola quota variabile per tutto l’immobile, il calcolo è stato effettuato correttamente. In caso contrario, si può procedere alla richiesta del rimborso. Inoltre, è possibile controllare con attenzione la propria bolletta alla voce “dettaglio degli immobili” verificando il dettaglio della quota fissa (costo al metro quadro da moltiplicare per i metri della superficie della casa e delle pertinenze), la seconda è un’aggiunta che dipende solo dal numero di occupanti.

Quando si ha l’assoluta certezza di aver pagato più del dovuto, magari chiedendo l’aiuto di un epserto, si può procedere con l’istanza di rimborso secondo quanto prevede la norma dell’art. 1, comma 164, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, entro cinque anni dal giorno del versamento.

L’istanza non richiede particolari formalità, ma è fondamentare che contenga tutti i dati necessari a identificare il contribuente, l’importo versato e quello di cui si chiede il rimborso oltre ai dati identificativi della pertinenza che è stata computata erroneamente nel calcolo della Tari.

Add Comment