Prescrizione delle tasse sulla casa: la Corte di Cassazione chiarisce

Prescrizione delle tasse sulla casa la Corte di Cassazione chiarisce
C’è un termine di prescrizione delle tasse sulla casa; quando il contribuente riceve una cartella esattoriale ma non è tenuto a pagare; i termini per chiedere il pagamento di Imu, Tasi e Ici

Torniamo sull’argomento del pagamento delle tasse sulla casa e facciamo l’ipotesi che ci arrivi un inaspettato avviso di pagamento di Imu e Tasi riferite a molti anni prima. La prima domanda da porsi è se ci siano dei termini di prescrizione, quali siano e quando il contribuente è esonerato dal pagamento anche se dovesse arrivare una cartella esattoriale.

A dare risposte circa la prescrizione del pagamento della tassa sulla casa è una recente sentenza della Corte di Cassazione in cui si argomenta circa la prescrizione di qualsiasi imposta in dieci anni.

Come riporta La legge per tutti, Imu e Tasi rappresentano un tributo dovuto ai Comuni che applicano le aliquote che vengono determinate a livello locale sulla base di un quadro fissato dalla legge a livello nazionale. Ormai da tempo, non si paga né l’una, né l’altra se si tratta di abitazione principale, eccezion fatta per le case di lusso di categoria A/1, A/8 e A/9. Sono esenti anche le pertinenze dell’abitazione principale, ma solo se classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, per un’unità pertinenziale, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità a uso abitativo. Imu e Tasi si pagano invece sulla seconda casa.

Se il Comune, titolare del tributo, chiede il pagamento ed il contribuente non paga l’imposta, avviene l’iscrizione a ruolo e la comunicazione all’Esattore per la Riscossione per procedere con il pignoramento che viene gestito dall’Agenzia Entrate Riscossione, salvo che il Comune abbia stipulato una convenzione con altro esattore. In ogni caso, al contribuente sarà notificata una cartella di pagamento.

Tutte le imposte locali, e quindi anche Imu, Ici, Tasi e Tari (imposta sui rifiuti), cadono in prescrizione dopo cinque anni. Questo significa che se la cartella di pagamento viene notificata dopo tale termine, non va pagata, ma è necessario prima impugnarla davanti al giudice che dovrà annullarla, in caso contrario, diventerà definitiva per quanto illegittima.

La legge, però, non parla di prescrizione della carlella di pagamento per l’imposta sulla casa, tuttavia, prt le Sezioni Unite della Cassazione, il termine resta lo stesso di quello fissato per il tributo. Così, anche dopo la notifica della cartella esattoriale e trascorsi i 60 giorni di tempo per impugnarla, il termine di prescrizione resta di cinque anni. In buona sostanza, se l’Agenzia Entrate Riscossione non avvia il pignoramento entro cinque anni e non sollecita il pagamento, la prescrizione prosegue per la sua strada ed il contribuente non dovrà pagare nulla.

Al contrario, se il proprietario dell’immobile facesse ricorso contro l’avviso di pagamento e perdesse la causa, il termine di prescrizione diventerebbe di 10 anni, come tutti gli atti giudiziari, perché a fare testo non sarà più la cartella, ma il provvedimento del giudice.