Niente cedolare secca per negozi e uffici: il commento di Confedilizia

Niente cedolare secca per negozi e uffici il commento di Confedilizia
Delusione per Confedilizia, niente cedolare secca per negozi e uffici “si tratta di un’occasione persa”, commenta il presidente Giorgio Spaziani Testa

Solo qualche mese fa, Confedilizia, a proposito degli ottimi risultati ottenuti a seguito dell’introduzione della cedolare secca sugli affitti abitativi che, secondo varie analisi di settore, ha fatto calare l’evasione fiscale del 42 per cento e la propensione all’inadempimento si è ridotta del 40 per cento.

In quell’occasione, Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, aveva commentato soddisfatto i dati positivi riscontrati e lanciato la proposta: “Questi dati dovrebbero finalmente convincere Parlamento e Governo ad estendere la tassazione sostitutiva agli affitti non abitativi, a partire da quelli di negozi e uffici. Le risorse le offre proprio il recupero di evasione ottenuto con la cedolare nel settore abitativo. Adesso, davvero, non ci sono più scuse”.

Nonostante l’insistenza, però, il Senato ha sonoramente bocciato la proposta. In una nota, il presidente Giorgio Spaziani Testa ha commentato: “La notte non ha portato consiglio. Nonostante l’impegno assunto da Parlamento e Governo con le risoluzioni sulla nota di aggiornamento al Def, la Commissione Bilancio del Senato non ha introdotto neanche una versione limitata della cedolare secca sugli affitti dei locali commerciali”.

Ed ha aggiunto: “Inoltre, la cedolare per le locazioni abitative a canone calmierato è stata confermata per soli due anni: il che, considerato che quei contratti durano cinque anni, vuol dire svuotare di significato la proroga, a danno degli inquilini, posto che la maggior parte dei proprietari riterrà più conveniente, in assenza di certezze, scegliere i contratti a canone libero.

Si tratta di un’occasione persa, l’ultima di questa legislatura, per dare un segnale di fiducia al settore immobiliare, l’unico che – certifica l’Istat – manca alla ripresa economica dell’Italia. Un settore che avrebbe bisogno di uno shock fiscale esattamente opposto a quello iniziato nel 2012, ma che con questa legge di bilancio poteva almeno essere interessato da interventi mirati. Evidentemente c’erano altre priorità…”.