Pignoramento della casa da parte della banca: non serve il giudice

Pignoramento della casa da parte della banca non serve il giudice
Non pagando le rate del mutuo il pignoramento della casa da parte della banca è legale, il contratto di mutuo è un titolo esecutivo che non richiede un decreto ingiuntivo

Quando il mutuatario non rispetta le scadenze delle rate del mutuo, va incontro a numerose difficoltà, fra queste il concreto rischio che l’istituto di credito che ha concesso il finanziamento proceda al pignoramento della casa. Per quanto possa sembrare ingiusto, la banca può procedere in tal senso senza ricorrere al giudice.

Mettiamo il caso che non si paghino le rate per molti mesi e che i tentativi di trovare una soluzione con la banca non vadano a buon fine, può succedere che ci si trovi con la casa pignorata senza alcun preavviso. In questi casi, comunque, l’istituto di credito invia un primo sollecito di pagamento (atto di precetto) con il quale invita a pagare quanto dovuto entro qualche giorno, in genere 10 giorni, non rispettando i termini stabiliti, subentra il pignoramento vero e proprio. In buona sostanza, la banca pignora la casa senza l’intervento del giudice ed è assolutamente legale e, particolare che spesso sfugge a chi sottoscrive un contratto di mutuo, è una delle regole che si accettano con la firma del finanziamento.

Per eseguire un pignoramento è necessario aver ricevuto un titolo esecutivo, vale a dire l’attestazione dell’esistenza e l’ammontare del credito. Il codice civile stabilisce che sono titoli esecutivi anche le cambiali, gli assegni e, soprattutto, i contratti autenticati dal notaio. Non a caso le banche stipulano i contratti di mutuo in presenza del notaio, così facendo, il documento assume lo stesso valore di una sentenza del giudice e consente di avviare il pignoramento senza dover ricorrere a decreti ingiuntivi. Dunque, il debitore riceverà soltanto l’atto di precetto e l’atto di pignoramento della casa da parte dell’Ufficiale Giudiziario.

Al mutuatario insolvente, tuttavia, resta la possibilità di opporsi al pignoramento, ma dovrà rivolgersi ad un avvocato per procedere con la causa, pagare le tasse e, soprattutto, essere in possesso di una valida documentazione. Ci sono 20 giorni di tempo per la contestazione, in mancanza, il pignoramento prosegue fino alla messa all’asta dell’immobile.