Quali sono le tasse a carico dell’inquilino: cosa si deve pagare

Quali sono le tasse a carico dell’inquilino cosa si deve pagare
Anche se in affitto, quali sono le tasse a carico dell’inquilino, non tutte le imposte devono essere pagate dal proprietario di casa

Le tasse si pagano sempre e comunque, anche se non si è proprietari di un immobile ma in affitto, una parte delle imposte è a suo carico. Di sicuro, non essendo proprietari, il peso fiscale è inferiore, ma questo non toglie che, non pagando, si rischia l’evasione fiscale.

Le imposte attualmente previste dalla legge, che sono collegate agli immobili di proprietà o in affitto, sono svariate. Il possesso di immobili è soggetto all’Imu, ossia l’imposta municipale propria, dovuta dal proprietari di immobili, escluse le abitazioni principali. L’Imu ha sostituito la vecchia Ici; la Tasi, ossia il tributo per i servizi indivisibili, a carico sia del proprietario che dell’inquilino e destinato al finanziamento dei servizi comunali rivolti alla collettività (spese per il manto stradale, la pubblica illuminazione). La Tasi è l’imposta relativamente recente e non ne ha sostituite altre; la Tari, ossia la tassa sui rifiuti, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’inquilino. In passato la Tasi ha avuto svariati nomi, da Tia 1 a Tia 2 passando da Tari.

La somma di Tasi e Imu per ciascuna tipologia di immobile non può superare il 10,6 per mille, e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile. Queste imposte sono applicate e riscosse dal Comune, fatta eccezione per la tariffa corrispettiva che sostituisce la Tari.

Fatto un breve riassunto, vediamo quali sono le tasse a carico dell’inquilino e quelle invece a carico del proprietario. L’Imu è completamente a carico del proprietario dell’appartamento. La legge prevede l’esenzione totale dall’Imu se si tratta di abitazione principale, ossia dove il contribuente risiede. Dunque, anche se l’appartamento fosse di proprietà di chi vi vive, l’Imu non va pagata; discorso diverso per la seconda casa, negozi e uffici per i quali va comunque versata.

Fino a qualche tempo fa la Tasi gravava, dal 70 al 90 per cento, sul proprietario di casa e per una percentuale variabile dal 30 al 10 per cento sull’inquilino. A stabilire quanto doveva pagare l’inquilino era il regolamento del Comune.
Dallo scorso anno, però, è stata eliminata la quota sull’affittuario a patto che la destinazione d’uso sia l’abitazione principale propria e della famiglia. Dunque, ad oggi l’inquilino non deve versare nulla poiché completamente a carico del proprietario. La Tari, vale a dire la tassa sui rifiuti, è completamente a carico dell’inquilino che deve versare l’imposta per intero al Comune.

La registrazione del contratto di affitto spetta al proprietario casa che deve effettuarla entro 30 giorni. Ricade sul locatore solo l’adempimento materiale della registrazione e non il carico tributario. In altre parole, il pagamento dell’imposta di registro deve essere eseguito dal proprietario, ma nulla vieta che ci si possa accordare per dividere la spesa al 50 per cento ciascuno. Se nulla è scritto, l’imposta deve essere versata dal titolare dell’immobile. Se il contratto non viene registrato, l’Agenzia delle Entrate può richiedere il pagamento dell’imposta di registro sia al locatore che al conduttore per via della responsabilità solidale, vale a dire che se non paga l’uno, dovrà necessariamente provvedere l’altro.

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