Salgono i prezzi delle case in Europa: solo l’Italia resta indietro

Salgono i prezzi delle case in Europa solo l’Italia resta indietro
Nel secondo trimestre dell’anno in corso salgono i prezzi delle case in Europa, solo in Italia ci sono segnali negativi delle quotazioni immobiliari

Il mercato immobiliare in tutte le zone dell’Unione Europea lancia segnali di vivacità, anche sul fronte dei prezzi delle case che, socondo gli ultimi dati, hanno registrato un forte incremento nel secondo trimestre dell’anno in corso. La tendenza rimane al rialzo su tutti i mercati dell’eurozona, tranne che in Italia.

A parlare delle quotazioni immobiliari in salita in tutta la zona euro è Eurostat attraverso l’House Price Index. Su base annua, infatti, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nella zona euro le quotazioni immobiliari sono salite del 3,8 per cento, una conferma dell’incremento registratosi nel primo trimestre. Rispetto al trimetre precedente in cui la percentuale era dello 0,3 per cento, l’incremento di cui trattasi è pari all’1,5 per cento.

Nel suo complesso, l’incremento registrato nei paesi dell’Unione Europea è pari al +4,4 per cento rispetto al secondo trimestre dello scorso anno e dell’1,8 per cento rispetto al primo trimestre di quest’anno. I Paesi europei in cui i prezzi delle case sono aumentati maggiormente sono Repubblica Ceca (+13,3 per cento), in Irlanda (+10,6 per cento) e in Lituania (+10,2 per cento). L’Italia è l’unico Paese in cui i prezzi continuano a scendere, questa volta il calo, il quarto consecutivo, sempre su base annua, si è attestato allo 0,2 per cento. A calare non sono solo i prezzi nominali delle case, ma anche quelli reali, al netto del tasso di inflazione.

Sono salite anche le quotazioni immobiliari spagnole con un segnale positivo del 5,6 per cento, leggermente inferiore l’incremento registrato in Germania che è pari al 3,7 per cento; in Francia i prezzi salgono del 3,5 per cento.

I principali aumenti registrati nel trimestre sono in Lettonia (+6,1 per cento), Slovacchia (+5,6 per cento), Romania (+4,9 per cento), mentre ci sono stati cali in Ungheria (-1,5 per cento) e in Belgio (-0,7 per cento). In Italia si segnala un timido +0,2 per cento.

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