Prelazione sulla vendita di un terreno ereditato: cosa dice la legge

Prelazione sulla vendita di un terreno ereditato cosa dice la legge
La Cassazione si è espressa in merito alla prelazione sulla vendita di un terreno ereditato, è il vicino ad averne diritto e non i coeredi.

Si parla di un terreno ereditato e cointestato con altri proprietari. La domanda è su come si deve procedere se si vuole vendere la propria quota, a chi spetta la prelazione, agli altri coeredi o all’affittuario coltivatore diretto che si sta occupando del terreno?

A rispondere è una recente sentenza della Cassazione riportata da La legge per tutti, che si è espressa sul diritto di prelazione sulla vendita di un terreno ereditato con altri coeredi. Innanzitutto, bisogna specificare che le regole generali previste dal Codice Civile in materia di prelazione, stabiliscono che se uno dei coeredi intende vendere a un estraneo la propria quota di eredità, deve dare la prelazione agli altri coeredi. Con il termine di prelazione si indica l’obbligo del venditore di preferire gli altri eredi, solo a parità di prezzo. Questo significa che se un terzo soggetto offre di più, viene a mancare la prelazione.

La prelazione agraria è il diritto del coltivatore diretto che ha in affitto il fondo rustico di acquistarlo, vale a dire che il proprietario del terreno deve preferire quest’ultimo. Lo stesso diritto è riconosciuto alla società agricola solo se la metà dei soci è coltivatore diretto. La prelazione spetta ai coltivatori diretti dei terreni confinanti qualora il terreno non fosse affittato a nessuno. Dalla prelazione sono esclusi gli imprenditori agricoli professionali e le società di capitali.

Il venditore che volesse consentire il diritto di prelazione, dovrà necessariamente proporre la vendita a mezzo lettera raccomandata, all’affittuario o ai confinanti, allegando il contratto preliminare di vendita con il nome dell’acquirente, il prezzo e le altre eventuali condizioni stabilite per la cessione.

Potrebbe verificarsi il caso in cui il coerede voglia vendere solo la propria quota quando ancora il resto dell’eredità non è stato diviso tra tutti i coeredi. A questo punto scatta la prelazione agraria e, quindi, ai coeredi bisogna invece preferire l’affittuario coltivatore diretto del fondo.

Se il venditore del terreno è componente di una famiglia di coltivatori diretti, la prelazione spetta agli altri componenti della famiglia, che prevalgono non solo sui coeredi, ma anche su eventuali coltivatori diretti affittuari. Se non si intende esercitare la prelazione, ne avrà diritto il coerede con la qualifica di coltivatore diretto. In mancaza, sarà l’affittuario coltivatore diretto ad averne diritto.

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