Italiani più consapevoli del mercato immobiliare: l’indagine ING

Italiani più consapevoli del mercato immobiliare l’indagine ING
Sono tanti gli italiani più consapevoli del mercato immobiliare e della sua evoluzione, solo una minoranza pensa che la casa non perda mai valore

Sono passati molti anni dall’inizio della crisi, il valore delle case ha avuto un crollo, i prezzi sono scesi di oltre il 25 per cento e, se fino a qualche tempo fa si pensava che investire nel mattone significasse vivere in una sorta di fortezza inespugnabile, oggi le cose sono cambiate.

Gli italiani cominciano a nutrire dei seri dubbi, il muro di sicurezza ha subito dei seri danni e si è acquisita una maggiore consapevolezza per quello che riguarda l’evoluzione del mercato immobiliare, si continua ad investire ma con razionalità. In buona sostanza, gli italiani sembrano essere ormai maturi e consapevoli che il prezzo delle case potrebbe continuare a scendere. 


Questo è quanto emerge dalla sesta edizione dell’Indagine Internazionale ING “Case & Mutui”, svolta su un campione di circa 15.000 individui di 15 Paesi tra Europa, Stati Uniti e Australia. L’obiettivo dell’indagine era di analizzare la percezione delle persone rispetto al mercato immobiliare sotto il profilo dei prezzi, dei costi abitativi e alla capacità di rientrare nelle previsioni di spesa che la famiglia si può permettere.

Solo lo scorso anno, quasi la metà del campione, vale a dire il 47 per cento, riteneva che le abitazioni non avrebbero mai perso valore, ad oggi, solo il 28 per cento degli italiani (3 su 10) continua ad essere certo che il valore non possa scendere.

Diminuiscono dunque, rispetto alla rilevazione dello scorso anno, coloro che vedono una forma di investimento nell’acquisto della casa. A far compagnia agli italiani che credono ancora nella ripresa del valore delle case, c’è anche il 35 per cento dei francesi, il 45 per cento dei belgi, così come il 30 per cento degli spagnoli e il 25 per cento dei tedeschi. Scettici, invece, olandesi (13 per cento), statunitensi (14 per cento) e inglesi (22 per cento).

Paolo Pizzoli, senior economist di ING Italia, ha commentato: “Il rapporto degli italiani con l’investimento immobiliare dà segni crescenti di maturità. La presa d’atto di una parte crescente della popolazione che i prezzi delle case possano anche scendere avviene infatti in un contesto nel quale il mercato immobiliare italiano non aveva manifestato segni evidenti dell’esistenza di una bolla speculativa. La discesa dei prezzi delle case, iniziata nel 2012, si è quasi arrestata, e la ripresa in atto nell’economia ha generato un recupero del reddito disponibile che ha migliorato la capacità di accesso degli italiani al mercato immobiliare”.