Registrazione tardiva contratto locazione: sentenza della Cassazione

Registrazione tardiva contratto locazione sentenza della Cassazione
La sentenza della Cassazione sulla registrazione tardiva contratto locazione ha sancito gli effetti retroattivi, sanando di fatto la nullità del contratto

Anche se la registrazione del contratto di locazione avviene tardivamente, ha effetti retroattivi, questo significa che di fatto sana la nullità del contratto che consente la ripresa dei rispettivi obblighi di proprietario ed inquilino.

A stabilirlo è stata la sesta sezione civile della Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 20858 emessa solo qualche giorno fa e che conferma quanto già espresso dalla precedente sentenza del 28 aprile dell’anno in corso.

Nello specifico, il caso esaminato riguardava una società che aveva agito in giudizio per ottenere il rilascio di un immobile di sua proprietà oltre al pagamento di un’indennità per l’occupazione senza titolo. I soggetti chiamati in giudizio, però, avevano ricordato l’esistenza di un contratto di locazione, formalmente stipulato nel 2007 per esigenze transitorie e per la durata di 12 mesi, ma in realtà destinato a esigenze abitative. Il conduttore aveva però provveduto a registrare il contratto qualche anno dopo, soltanto nel 2014 a opera ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 3, comma 8, del dlgs n. 23/2011.

Era stato richiesto in via riconvenzionale che il Tribunale accertasse che il contratto doveva intendersi valido in quanto regolato da un decreto legislativo, per questo si aveva il diritto di versare al locatore un canone ridotto, pari al triplo della rendita catastale dell’immobile, e con obbligo di quest’ultimo di provvedere alla restituzione delle maggiori somme incassate a tale titolo.

Il giudice, accogliendo la domanda avanzata dalla società proprietaria, aveva però ordinato il rilascio dell’immobile e il pagamento di un’indennità di occupazione, ritenendo nullo il contratto di transitorietà originariamente stipulato in quanto non registrato.

La Corte di Appello, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva rigettato le domande avanzate dalla società attrice, ma aveva anche confermato la reiezione delle domande di chi si opponeva, escludendo quindi la nullità del contratto di locazione.