Condizione abitativa degli immigrati in Italia: molti comprano casa

Condizione abitativa degli immigrati in Italia molti comprano casa
L’indagine sulla condizione abitativa degli immigrati in Italia, gi obiettivi da raggiungere sono casa e lavoro per poter restare nel nostro Paese

Gli immigrati regolarmente residenti in Italia sono circa cinque milioni, lo dicono i dati Istat relativi allo scorso anno, lo 0,2 per cento in più rispetto all’anno precedente, circa il 46 per cento in più rispetto al 2008.

Gli obiettivi da raggiungere per rimanere in Italia sono il lavoro e la casa. Secondo la stima di Scenari Immobiliari il 64,7 per cento vive in affitto, l’8,9 per cento vive presso il luogo di lavoro e il 7,3 per cento alloggia presso parenti o altri connazionali. Il 19,1 per cento è riuscito ad acquistare una casa

Attualmente non esiste possibilità di affitto sociale promossa dalla pubblica amministrazione per andare incontro alle fasce più basse di reddito impossibilitate ad accedere al mercato del mutuo. Da qualche anno, però, si sta ampliando l’edilizia sociale di iniziativa privata rivolta proprio ad un mercato in espansione come forma di diversificazione degli investimenti. Un settore molto conosciuto all’estero ma al debutto in Italia.

Acquistare casa per un immigrato significa l’uscita dall’incertezza dell’affitto, la possibilità di una maggiore integrazione, la posibilità di ricongiungersi alla famiglia e un vero e proprio investimento, oltre che un traguardo sociale.

Negli ultimi dieci anni sono stati circa 800mila i lavoratori immigrati che hanno acquistato casa, in calo intorno al 2009 con un trend positivo a partire dal 2016, in sintonia con l’andamento del mercato residenziale italiano. Le famiglie straniere in Italia rappresentano ormai una realtà sempre più consolidata nel mercato residenziale italiano.

Dal 2004 al 2007 le compravendite di case degli immigrati sono cresciute sia in termini assoluti che relativi, incidendo sul mercato residenziale nazionale, tra il 12,6 per cento del 2004 e il 17 per cento del 2007, grazie alla facilità di accesso al mercato del credito con finanziamenti che arrivavano a coprire anche il cento per cento del costo dell’immobile,

A partire dal 2008, a causa della crisi economica, gli acquisti degli immigrati hanno progressivamente subito una flessione, nel 2010 rappresentavano solo il nove per cento. Le cose cambiano nel 2011 e agli stranieri è attribuibile il 10,5 per cento degli scambi residenziali in Italia. I lavoratori immigrati hanno acquistato circa quattromila case in più rispetto all’anno precedente.

Le cose cambiano nuovamente nel 2012, le transazioni diminuiscono del 21,7 per cento rispetto al 2011. Questa forte contrazione è dovuta alle difficoltà di accesso al credito. Un ostacolo insuperabile per gli stranieri che raramente hanno il cinquanta per cento del prezzo in contanti necessario per l’acquisto. Inoltre non sempre ci sono sufficienti garanzie per il pagamento del mutuo.

Nel 2015 si è registrato un aumento dell’8,3 per cento delle transazioni, che è proseguito nel 2016 con il 7,7 per cento in più, per un fatturato totale di 3,7 miliardi di euro, +5,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Secondo le stime il trend positivo dovrebbe continuare, arrivando a 45mila transazioni con un fatturato di quattro miliardi di euro.

A comprar casa sono in larga maggioranza i lavoratori immigrati che risiedono in Italia da molti anni, almeno una decina d’anni di soggiorno in Italia e una situazione lavorativa stabile già da qualche anno.

Gli acquirenti immigrati sono maggiormente di provenienza est-europea, seguono gli asiatici dell’area indiana (India e Pakistan), che ricoprono il 13,1 per cento degli scambi, mentre i cinesi si aggiudicano il terzo posto con il 12,9 per cento. In calo gli acquisti di immigrati dei Paesi del nord Africa, che scendono ad appena il cinque per cento del 2016.

Le case acquistate sono nell’87 per cento dei casi appartamenti in condominio in contesti residenziali di tipo economico, in discrete condizioni, specie quando si parla di acquisto di prima casa. La forbice dei prezzi va da 75mila a 130mila euro, i tagli più frequenti sono i bilocali e i trilocali.

Buona la domanda di dimensione compresa fra 75 e 100 metri quadrati, ma soltanto un acquisto su cinque rientra in questa fascia. La superficie media è passata da 46 metri quadrati nel 2012 a 49 metri quadrati nel 2016.