Applicazione aliquota ridotta cedolare secca: ecco quando

Applicazione aliquota ridotta cedolare secca ecco quando
Domanda sull’applicazione aliquota ridotta cedelare secca, a rispondere è l’Agenzia delle Entrate

Si parla molto della cedolare secca nello speifico, quando si può applicare la cedolare secca con l’aliquota ridotta al 10 per cento. La risposta arriva dall’Agenzia delle Entrate All’interno della rubrica “La Posta” di Fisco Oggi. Il contribuente ha chiesto: In quali casi la disciplina della cedolare secca prevede l’applicazione dell’aliquota del 10 per cento?

Ed ecco la risposta dell’Agenzia delle Entrate:

L’applicazione della cedolare secca con aliquota ridotta del 10 per cento è prevista, per il quadriennio 2014-2017 (15 per cento a regime dal 2018), per i contratti di locazione che, oltre a essere riferiti a unità immobiliari ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché i comuni confinanti con gli stessi e gli altri comuni capoluogo di provincia) e negli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), siano stipulati a canone concordato sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini (articolo 9, comma 1, Dl 47/2014).
L’aliquota ridotta è applicabile anche ai contratti transitori (ossia di durata da un minimo di un mese a un massimo di diciotto mesi), a condizione che siano stipulati a canone concordato e riguardino abitazioni ubicate nei predetti comuni (circolare 8/E del 7 aprile 2017, paragrafo 1.1), nonché a quelli stipulati nei comuni per i quali è stato deliberato, negli ultimi cinque anni precedenti il 28 maggio 2014 (data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl 47/2014), lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi (articolo 9, comma 2-bis, Dl 47/2014)

Ma cos’è la cedolare secca sugli affitti? Un’imposta introdotta da qualche anno che va a sostituire le altre tasse dovute sulle locazioni. A comunicare la novità fu l’Agenzia delle Entrate che parlò di aliquota ridotta sugli affitti. Un tempo la cedolare secca con aliquota del 10 per cento per tutto l’anno in corso, era riservata esclusivamente ai contratti universitari o contratti di locazione agevolati, tre anni più due. Le nuove disposizioni consentono di poter usufruire della cedolare secca anche per i contratti di affitto transitori come stabilito dalla legge 431/98.

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, ha fornito un altro importante chiarimento in materia di cedolare secca che riguarda un provvedimento approvato alla fine dello scorso anno. Come noto, era stato stabilito che la mancata presentazione della comunicazione di proroga del contratto di affitto non avrebbe comportato la revoca dell’opzione esercitata al momento della registrazione del contratto. In questo caso, il contribuente avrebbe dovuto mantenere un comportamento coerente con le intenzioni di applicare la cedolare secca, effettuando i relativi versamenti e dichiarando i redditi da cedolare secca nel relativo quadro della dichiarazione dei redditi.

Secondo quanto dichiarato dall’Agenzia delle Entrate, l’applicazione dell’aliquota ridotta si dovrà riferire alla comunicazione di proroga del contratto che andava presentata prima del 3 dicembre 2016, con l’entrata in vigore della nuova norma.

In conclusione, la cedolare secca sugli affitti con aliquota ridotta (10 per cento fino alla fine del 2017) si applica ai contratti di locazione agevolati (3 anni più 2), ai contratti per studenti universitari e, da oggi, anche ai contratti transitori di cui alla legge già citata n. 431 del 1998.