Controlli agevolazioni prima casa: il fisco può entrare in casa tua

Controlli agevolazioni prima casa il fisco può entrare in casa tua
Sarà possibile effettuare controlli agevolazioni prima casa, il fisco può verificare se l’immobile possiede i requisiti per avere le agevolazioni fiscali

Ci sono importanti novità sul fronte delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa, il fisco può entrare nell’immobile privato per verificare che effettivamente il proprietario abbia diritto alle agevolazioni fiscali.

Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Cassazione che ha dichiarato legittimo l’accesso alla casa privata per verificare la sussistenza o meno dei requisiti per ottenere i benefici prima casa.

La Corte di Cassazione ha dichiarato legittimo l’accesso nell’abitazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate. La condizione è che ci sia l’autorizzazione della Procura della Repubblica. La sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, sezione tributaria, ha ritenuto legittimo l’accesso presso l’abitazione al fine di verificare la sussistenza delle condizioni dichiarate dal contribuente.

Tutto parte dall’impugnazione di un avviso di liquidazione emesso dall’Agenzia delle Entrate per la revoca dei benefici “prima casa”.
In particolare, dalla verifica “in loco”, l’abitazione viene ritenuta dall’Ufficio “di lusso” e, dunque (ex DPR 131/1986, il Testo Unico sull’imposta di registro), non ammessa all’agevolazione.

Il contribuente non era daccordo e contesta l’illegittimità dell’accesso affermando che la norma di riferimento, l’art. 52 DPR 633/1972, disciplina solo l’accesso presso i locali destinati a esercizio d’impresa e professione con partita iva, anche se destinati ad uso abita L’eccezione viene respinta in tutti e tre i gradi di giudizio.

La Corte di Cassazione, invece, parte dal presupposto che le norme in parola non si attaglino facilmente alle norme sull’imposta di registro, che non toccano solo impenditori e professionisti. In effetti, le norme si prestano a molte interpretazioni: la prima ammette l’accesso per la verifica dell’imposta di registro solo in locali destinati a esercizio d’impresa e professione con partita iva. La seconda ammette un accesso anche ai luoghi diversi; ma la seconda richiede innanzitutto di verificare se l’art. 52 citato contiene disposizioni compatibili con la lettura medesima.