Prescrizione Imu e Tasi: ci vogliono cinque anni, controlli del Comune

Prescrizione Imu e Tasi ci vogliono cinque anni, controlli del Comune
In caso di mancato pagamento, la prescizione Imu e Tasi arriva dopo cinque anni, Entro tale termine deve essere notificato un atto di accertamento o di contestazione.

In caso di mancato pagamento, la prescizione di Imu e Tasi arriva dopo cinque anni, Entro tale termine deve essere notificato un atto di accertamento o di contestazione.

E’ ormai scaduto il termine ultimo per il pagamento delle tasse sulla casa, stiamo parlando dell’acconto di Tasi e Imu. Ma cosa succede in questi casi? Il fisco mette a disposizione del contribuente la possibilità di regolarizzare la propria posizione, ovviamente, pagando sanzioni ed interessi.

Entro quanto tempo arrivano i controlli del Comune? Oltre all’imposta e alle sanzioni da pagare che vanno calcolati in base al ritardo con cui si regolarizza la propria posizione, esistono dei termini di prescrizione e decadenza oltre i quali l’amministrazione locale non può chiedere il pagamento. Scaduto il tempo massimo, il contribuente sarà liberoda qualsiasi impegno.

La prescrizione per Imu e Tasi, è di cinque anni. Esistono poi i termini di decadenza per eseguire i controlli e notificare al contribuente l’accertamento; anche questi sono fissi e regolati dalla legge.

Come spiega il portale La legge per tutti, nel caso della tassa sulla casa non pagata o pagata con ritardo o solo in parte, non riceverà immediatamente la tanto temuta cartella di pagamento da parte dell’Agente della riscossione, prima arriverà un atto di accertamento o di contestazione che gli viene notificato dal Comune.

Questo atto consente al contribuente di difendersi e di impugnarlo davanti al giudice per contestarne il merito oppure per provvedere al pagamento immediato per scongiurare eventuali pignoramenti successivi all’arrivo della cartella esattoriale.

La scadenza per effettuare tali controlli, posta a pena di decadenza, è il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di commissione della violazione.

Nel caso in cui vi sia il cosiddetto obbligo dichiarativo, scattano le sanzioni che variano a seconda del tipo di illecito:
– dal 50 al 100 per cento in caso di denuncia infedele;
– dal 100 al 200 per cento in caso di omissione nel pagamento.

Secondo la giurisprudenza, la violazione si reitera di anno in anno, anche oltre il primo, sino a quando il contribuente non rimedia presentando la denuncia corretta. Ciò comporta che la sanzione per le violazioni dichiarative può essere irrogata per più annualità.