Beni che il fisco non può pignorare: conti correnti, pensioni

Beni che il fisco non può pignorare conti correnti, pensioni
Quali sono i beni che il fisco non può pignorare quando un contribuente è in debito? La prima casa, le polizze vita, conti correnti, pensioni

Che sia Equitalia o Agenzia delle Entrate, il contribuente in debito con il fisco dovrà comunque saldare i suoi debiti. Il problema fondamentale è che si può procedere al piignoramento, ma ci sono 7 cose che il fisco non potrà toccare.

Come spiega il portale La legge per tutti, il pignoramento della casa, nel privato è consentito per qualsiasi cifra e a discrezione del creditore, nel caso di tasse, invece, ci sono alcune limitazioni: non si può ipotecare la casa se il debito è inferiore a 20mila euro.

In ogni caso, prima dell’ipoteca, è necessario inviare un preavviso di almeno 30 giorni; non si può pignorare la casa se il debito complessivo è inferiore a 120mila euro e la somma di tutti gli immobili di sua proprietà è inferiore a 120mila euro.

Prima del pignoramento è necessario iscrivere l’ipoteca e attendere 6 mesi; non si può pignorare se il debitore non possiede altri immobili ed a condizione che sia quello di residenza e non accatastato in categorie di lusso (ossia non A/8 e A/9). In questo caso, se anche il contribuente ha un debito superiore a 120mila euro non rischia la casa. Si corrono invece rischi se la casa è inserita nel fondo patrimoniale, il fisco può pignorare la casa che il debitore abbia conferito nel fondo.

Se alla banca viene notificato un pignoramento, l’ultimo stipendio o l’ultima pensione accreditata non possono essere pignorati. Il pignoramento dello stipendio può essere effettuato dal datore di lavoro, prima dell’erogazione al dipendente, oppure quando ormai è stato accreditato in banca. In entrambi i casi, però, può essere pignorato solo per un quinto. Se il pignoramento dello stipendio avviene in banca, non si possono toccare tutti i risparmi accumulati se sono inferiori a 1.344,21 euro.

Come per il pignoramento dello stipendio, anche quello della pensione può avvenire presso l’ente di previdenza, prima che questo lo eroghi al pensionato oppure quando ormai è stato accreditato in banca, anche in questo caso non può essere pignorato più del quinto.

Se la pensione viene pignorata presso l’ente di previdenza, il quinto pignorabile va calcolato al netto del cosiddetto ‘minimo vitale’ che è pari a 1,5 volte l’assegno sociale: 672,10 euro.

Alcuni beni di famiglia non possono essere pignorati: letti, tavoli da pranzo con le relative sedie, armadi guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe, fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, lavatrice, utensili di casa e di cucina insieme ad un mobile idoneo a contenerli.

Per quanto riguarda il pignoramento dell’auto, se serve per lavorare e il contribuente è un imprenditore o un professionista, l’auto è intoccabile.

Le polizze vita sono assolutamente impignorabili da parte di qualsiasi creditore, non solo dal fisco.

Tutti i beni cointestati possono essere pignorati ma entro massimo la metà. Se il bene può essere diviso, si procede in tal senso e l’esecuzione forzata avverrà per il solo 50 per cento di proprietà del debitore. Si potrà anche vendere il bene per intero, la metà del ricavato sarà restituita al contitolare non debitore.

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