Pagamento rate leasing immobiliare: salta tutto dopo 6 rate impagate

Pagamento rate leasing immobiliare: salta tutto dopo 6 rate impagate
Novità a proprosito del pagamento rate leasing immobiliare, secondo quanto approvato dal ddl Concorrenza, approvato da poco dal Senato.

Le nuove disposizioni sull’immobiliare arrivano dalla recente approvazione del Senato del ddl Concorrenza, che ha riguardato anche il leasing immobiliare. Come evidenziato da Italia Oggi, infatti, salta tutto se non si pagano 4 rate, che diventano 6 nel caso ci si riferisca a immobili non destinati a prima casa. La norma restrittiva riguarda qualsiasi finanziamento come precisato nella legge di Stabilità dello scorso anno.

Giusto per dare qualche delucidazione a chi ancora non conosce quasta speciale formula di acquisto. Il leasing è un contratto stipulato con una banca o un intermediario finanziario con il quale ci si impegna ad acquistare o far costruire un bene seguendo le indicazioni fissate dal richiedente il leasing, a carico di qust’ultimo saranno tutti i rischi, anche di perimento, e lo fa mettere a disposizione per un dato tempo verso un determinato corrispettivo. Per stabilire il canone, viene tenuto in considerazione il prezzo di acquisto o di costruzione e la durata del contratto.

Una volta scaduto il contratto, il richiedente il leasing immobiliare avrà la facoltà di acquistare la proprietà del bene a un prezzo concordato oppure, in caso di mancato esercizio del diritto, ha l’obbligo di restituirlo.

Il cosiddetto grave inadempimento interviene quando l’utilizzatore non paga almeno 6 canoni mensili o 2 canoni trimestrali anche se non consecutivi o un importo equivalente per i leasing immobiliari, oppure 4 canoni mensili anche non consecutivi o un importo equivalente per gli altri contratti di locazione finanziaria.

In caso di risoluzione del contratto per inadempimento, il concedente ha diritto alla restituzione del bene. Il conguaglio a favore dell’utilizzatore, si calcola considerando il prezzo ricavato dalla vendita o dalla diversa destinazione del bene al quale bisogna sottrarre i canoni scaduti e non pagati fino alla data della risoluzione, i canoni a scadere, il prezzo pattuito per l’esercizio dell’opzione finale di acquisto, le spese anticipate per il recupero del bene, la stima e la sua conservazione per il tempo necessario alla vendita.

Se la differenza dovesse essere negativa, il ddl Concorrenza prevede che il debito non si estingua con la vendita del bene, e la società di leasing si riserva il diritto di rivalersi su altri beni.

La legge 208/2015, comunque, in qualche modo tutela l’utilizzatore, vedi la sospensione dei canoni fino a 12 mesi, se richiesta, in caso di perdita del lavoro, ad esempio, la possibilità di rinegoziazione al termine della sospensione.