Pignoramento delle case degli evasori: sarà più facile per il fisco

Pignoramento delle case degli evasori sarà più facile per il fisco
La manovra correttiva sul pignoramento delle case degli evasori appena approvata, renderà più facile il compito all’Agenzia delle Entrate, quando l’insieme degli immobili di proprietà del debitore supera 120mila euro.

La lotta all’evasione fiscale è sempre aperta, sarà più facile pignorare una casa quando il contribuente è in debito con il fisco grazie al decreto legge appena approvato dal Consiglio dei Ministri, che integra l’ultima legge di bilancio. La manovra correttiva da oltre 3 miliardi di euro, infatti, stabilisce la possibilità di procedere all’esproprio quando l’insieme degli immobili di proprietà del debitore supera 120mila euro.

In particolare, il sostituto di Equitalia, avrà la possibilità di rivalersi più facilmente sulle seconde case e su tutti gli altri beni immobili. Innanzitutto, è vietato iscrivere ipoteca sugli immobili di proprietà del debitore se il debito accumulato è inferiore a 20mila euro.

L’Agenzia delle Riscossioni, comunque, non potrà procedere con il pignoramento se si tratta di prima casa che resta impignorabile a patto che: sia l’unico immobile di proprietà del debitore, che si tratti di abitazione civile e non classificabile come abitazione di lusso appartenente alle categorie catastali A1, A/8 e A/9.

La vecchia norma stabiliva che il pignoramento dell’abitazione fosse possibile solo se il suo valore era superiore a 120mila euro. Con la manovra correttiva, il nuovo tetto stabilito non si riferirà a un solo immobile ma sarà attribuito alla totalità dei beni di proprietà del debitore.

Questo significa che il fisco avrà il compito facilitato per procedere al pignoramento degli immobili. In buona sostanza, la manovra correttiva stabilisce che se il contribuente debitore possiede un patrimonio immobiliare, compresa l’abitazione principale, che superi il valore di 120mila euro dal valore catastale del totale degli immobili posseduti, il bene potrà essere pignorato in modo diretto.

Il provvedimento riguarda i contribuenti con debiti superiori a 120mila euro. Per debiti di importo inferiore, il pignoramento non può essere avviato. La manovra correttiva è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 aprile scorso, giorno della sua entrata in vigore.