Spread mutui a tasso fisso: tendenza al rialzo nel mese di aprile

Spread mutui a tasso fisso tendenza al rialzo nel mese di aprile
Lieve rialzo dello spread mutui a tasso fisso nel mese di aprile, tassi d’interesse ai minimi storici e bassi spread facilitano le erogazioni dei prestiti bancari.

Il primo trimestre dell’anno in corso ha registrato una situazione pressocchè invariata sul fronte degli spread medi, vale a dire il guadagno della banca, applicati sui prestiti erogati dagli istituiti di credito per l’acquisto della casa.

A rilevarlo è l’ultima edizione del Barometro Mutui Crif pubblicata alla fine dello scorso mese di aprile. Nel periodo analizzato, la media dei migliori spread si è attestata intorno allo 0,4 per cento, sul fronte del tasso variabile, invece, la percentuale rilevata è pari all’1 per cento.

La tendenza al rialzo dello spread registrata nell’ultimo trimestre dello scorso anno, dunque, ha subito una flessione ma sembra sia solo temporanea.

Il rapporto del Barometro Mutui Crif, infatti, evidenzia che già nella prima metà di aprile gli spread medi sui mutui a tasso fisso avevano regotrato un leggero aumento passando dallo 0,42 per cento del primo trimestre allo 0,65 per cento.

Il mercato dei mutui, comunque, non si ferma, complici i tassi d’interesse ai minimi storici ed i bassi spread, gli istituti di credito erogano nuovi mutui e sono in fase positiva anche le surroghe.

Particolarmente in crescita le operazioni effettuate on line, nel primo trimestre dell’anno in corso, hanno pesato per una quota del 60 per cento sul totale delle erogazioni a fronte del 56 per cento dell’ultimo trimestre dello scorso anno, un’altissima percentuale delle erogazioni è stata a tasso fisso.

Come specifica il rapporto, i primi tre mesi dell’anno in corso hanno confermato che il mutuo a tasso fisso è stato scelto nel 55 per cento dei casi, soprattutto per quelli erogati via internet.

Ed a proposito della differenza fra tasso fisso o variabile, Ivano Cresto, responsabile della Business Unit Mutui di Facile.it e Mutui.i, qualche tempo fa invitava ad essere accorti nel prendere una decisione, valutando alcuni elementi fondamentali: “Il tasso fisso, che viene calcolato come la somma dello spread e dell’IRS relativo al periodo, sta crescendo anche se è ancora relativamente basso; l’IRS calcolato a 20 anni è aumentato di 70 punti base se confrontato con i minimi raggiunti a luglio, ed è passato da un valore di 0.73 a 1.40 e questo, se lo traduciamo in cifre, vuol dire un aumento di circa 40 euro nella rata mensile di un mutuo indicizzato a tasso fisso e di un importo pari a 100 mila euro da rimborsare in 20 anni”.