Chiarimenti bonus prima casa: riduzione dell’ imposta di registro

Chiarimenti bonus prima casa riduzione dell’ imposta di registro
L’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti bonus prima casa, quando si può usufruire dell’imposta di registro ridotta anche senza possedere i requisiti richiesti.

Gli italiani hanno riacquistato la fiducia e sono tornati a comprar casa, si sentono più sicuri rispetto alla propria situazione economica e sono maggiormente propensi ad investire i loro risparmi nell’acquisto di un immobile, un sogno realizzabie anche con l’aiuto dele moltreofferte vantaggiose proposte dagli istituti di credito per ottenere un mutuo prima casa ma anche ai bonus che sono stati prorogati a tutto l’anno in corso.

Forse non sempre è tutto chiaro sul fronte delle agevolazioni sull’acquisto della prima casa, in particolare sul’imposta di registro ridotta. A chiarire qualche punto è l’Agenzia delle Entrate che ha recentemente evidenziato che il bonus prima casa resta comunque valido anche se, al momento della richiesta, l’acquirente non possiede il requisito fondamentale per poterne usufruire che prevede lo svolgimento della propria attività lavorativa nel comune in cui è ubicato l’immobile acquistato.

Una dichiarazione che fa seguito alla risoluzione n.53/E e che si riferisce al caso specifico di un acquirente che aveva chiesto ed ottenuto la riduzione dell’imposta di registro; per un imprevisto, però, la sua attività lavorativa subì delle variazioni che lo portarono a svolgerla in un atro comune.

Secondo i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, il contribuente può comunque mantenere i privilegi del bonus, fermo restando l’impegno a trasferire la residenza entro 18 mesi nello stesso comune dell’immobile.

La dichiarazione di cambio di residenza potrà essere effettuata anche in un secondo momento rispetto al rogito e dovrà essere presentata secondo quanto stabilito ufficialmente, registrandola presso il medesimo ufficio in cui è stata registrata la richiesta di agevolazione.

Nel caso in cui il cambio non dovesse essere effettuato entro i 18 mesi stabiliti, l’Agenzia delle Entrate avrà il diritto di chiedere al proprietario dell’immobile la restituzione dell’ammontare risparmiato usufruendo del bonus oltre al pagamento degli interessi di mora ed il pagamento di una sanzione pari al 30 per cento di detto maggior importo. Sanzioni pesantissime che si eviteranno solo regolarizzando nel più breve tempo possibile.