Il Fisco e la Casa: dalla cedolare agli interessi passivi

Il Fisco e la Casa: dalla cedolare agli interessi passivi
Il Fisco e la Casa: dalla cedolare agli interessi passivi
Il Fisco e la Casa: dalla cedolare agli interessi passivi ai vantaggi per accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario agli interessi quando la casa è cointestata.

Il Fisco e la Casa: dalla cedolare agli interessi passivi all’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario alla possibilità di detrarre gli interessi passivi, quando la casa è cointestata, oltre ai relativi oneri accessori, pagati in dipendenza di mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’immobile.

Cedolare secca se i locatori sono due o più
La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 26/E del 1° giugno 2011, paragrafo 4.3) precisa che l’opzione per il regime della cedolare secca può essere esercitata anche nel caso in cui i locatori sono due o più, persone fisiche titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sull’immobile e sulle relative pertinenze locate insieme all’abitazione. In questo caso, l’opzione deve essere esercitata distintamente da ognuno dei locatori.

I locatori che scelgono il regime alternativo non hanno l’obbligo di versare l’imposta di registro per il periodo di durata dell’opzione. Invece, i locatori che non hanno esercitato l’opzione devono liquidare e assolvere l’imposta di registro sulla quota di canone imputabile. L’opzione esercitata da parte di un solo locatore comporta la rinuncia agli aggiornamenti del canone a qualsiasi titolo anche da parte dei comproprietari che non hanno optato per il regime della cedolare secca. Se solo alcuni locatori scelgono il regime alternativo, deve essere assolta comunque, in misura piena, l’imposta di bollo sul contratto di locazione.

Eredità con beneficio d’inventario: i vantaggi dell’accettazione
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 23019 dell’11 novembre 2016, ha stabilito che l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario non determina, da sola, il venir meno della responsabilità patrimoniale dell’erede per i debiti, anche tributari, ma gli dà solo il diritto a non risponderne ultra vires hereditatis, cioè al di là dei beni lasciati dal defunto. Di conseguenza, è legittima la cartella di pagamento emessa nei confronti dell’erede, fatto salvo il suo diritto a procedere al pagamento solo nei limiti dell’attivo ereditario.

Quando la casa è cointestata: come detrarre gli interessi passivi
La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 17/E del 18 maggio 2006, paragrafo 7) conferma che danno diritto alla detrazione Irpef del 19%, calcolata su un importo massimo di 4mila euro, gli interessi passivi e i relativi oneri accessori pagati per mutui ipotecari relativi all’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto stesso (articolo 15, comma 1, lettera b, Testo Unico dell’Imposta sui Redditi).

Per la detrazione degli interessi passivi, non vale la ripartizione della proprietà dell’immobile, alla quale non corrisponde necessariamente un’identica ripartizione del costo di acquisto. Infatti, soprattutto nell’ambito dei rapporti familiari, la ripartizione del costo tra gli acquirenti non sempre corrisponde perfettamente alla percentuale di titolarità del diritto di proprietà sull’immobile acquistato. Pertanto, il marito, che ha stipulato un contratto di mutuo per l’acquisto in comproprietà con la moglie dell’abitazione principale, può usufruire della detrazione relativa a tutti gli interessi pagati, anche se la moglie non è parte del contratto di mutuo. Purché ricorrano tutte le altre condizioni previste dalla legge.

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