Decadenza benefici prima casa di lusso: cosa dice la Cassazione

Decadenza benefici prima casa di lusso
Decadenza benefici prima casa di lusso
Decadenza benefici prima casa di lusso. Cosa dice la Cassazione: il venditore è solidalmente responsabile con l’acquirente per il pagamento dell’imposta di registro.

Decadenza benefici prima casa se l’immobile risulta essere di lusso: obblighi fiscali anche per chi vende, non solo per chi acquista. La revoca viene condivisa in caso di circostanze non imputabili ad uno dei due. Così ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza 24400 del 30 novembre 2016.

La revoca dell’agevolazione, dice l’Alta Corte, non dipende da un certo comportamento dell’acquirente o del venditore e viene condivisa in caso, appunto, di abitazione di lusso o altre situazioni oggettive. Infatti, se la decadenza dai benefici “prima casa” è dovuta a circostanze non imputabili esclusivamente a un determinato comportamento dell’acquirente, il venditore è solidalmente responsabile per il pagamento dell’imposta di registro, come previsto dall’articolo 57 del Testo unico dell’imposta di registro.

Il caso
Il venditore aveva impugnato una cartella di pagamento emessa in seguito al definitivo avviso di liquidazione, con il quale l’Agenzia delle Entrate revocava l’agevolazione “prima casa” per la compravendita di un immobile con caratteristiche di lusso. In sede di giudizio, il venditore ha eccepito che l’ufficio avrebbe dovuto procedere principalmente nei confronti dell’acquirente; in particolare, la Commissione tributaria regionale ha affermato che “il contribuente in quanto parte venditrice non è tenuto al pagamento”.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria per violazione e falsa applicazione dell’articolo 57 del Dpr 131/1986. Secondo i giudici di legittimità, infatti, la Commissione tributaria regionale ha sbagliato affermando che la parte venditrice non fosse solidalmente tenuta al pagamento dell’imposta di registro, in un caso come quello in cui la revoca dell’agevolazione “prima casa” è dovuta alle caratteristiche di lusso dell’immobile, come stabilito dal Dm 2 agosto 1969 vigente ratione temporis.

Concludendo, anche il venditore risponde del pagamento dell’imposta di registro quando la decadenza dai benefici “prima casa” è dovuta a circostanze non imputabili in via esclusiva a un determinato comportamento dell’acquirente, come accade, ad esempio, quando vengono contestate dichiarazioni mendaci dell’acquirente sulla sussistenza dei presupposti per la fruizione del trattamento agevolato.

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