Rendita catastale imbullonati: aggiornamento con Docfa

Rendita catastale imbullonati
Rendita catastale imbullonati
Con la circolare 2/E del 1° febbraio 2016, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che i cosiddetti “imbullonati”, ovvero gli immobili urbani a destinazione speciale e particolare, escono dal calcolo della rendita catastale.

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto una novità per la determinazione della rendita catastale degli imbullonati, ovvero degli immobili a destinazione speciale e particolare compresi nelle categorie D ed E, compresi i macchinari, i congegni, le attrezzature ed altri impianti che servono per un processo produttivo. In sintesi, gli imbullonati non sono più soggetti alla determinazione della loro rendita catastale.

L’Agenzia delle Entrate ha anche adeguato la procedura Docfa (Documenti catasto fabbricati) per la dichiarazione delle unità immobiliari urbane al Catasto edilizio urbano. Infatti, recependo le modifiche connesse alle nuove disposizioni di legge, ha reso disponibile la nuova versione 4.00.3 già dal 1° febbraio, per predisporre gli atti di aggiornamento.

In particolare, è stata predisposta una nuova dichiarazione di variazione catastale, non più vincolata alla realizzazione di interventi edilizi: lo scopo è quello di ottenere una nuova rendita catastale dopo lo scorporo degli impianti, che non sono più soggetti ad una stima diretta.

Obbligatoria la nuova versione Docfa
La nuova versione deve essere obbligatoriamente utilizzata, a partire dal 1° febbraio 2016, per gli atti di aggiornamento del Catasto Edilizio Urbano allo scopo di rideterminare la rendita catastale e lo scorporo degli impianti. Per tutte le altre dichiarazioni, in via provvisoria, è possibile utilizzare anche la versione precedente (4.00.2) del software Docfa, fino alla fine di marzo 2016.

Online la nuova versione Docfa
Dal 1° febbraio è disponibile sul sito internet dell’Agenzia la nuova versione 4.00.3 della procedura Docfa, con le relative istruzioni operative, seguendo il percorso Home>Cosa devi fare>Aggiornare dati catastali e ipotecari>Aggiornamento Catasto fabbricati–Docfa.

Per l’Imu dal 2016 aggiornamento entro il 15 giugno 2016
La nuova rendita catastale avrà valore fiscale fin dal 1° gennaio 2016 per il calcolo dell’Imu se la dichiarazione di variazione verrà presentata correttamente in catasto entro il 15 giugno 2016. Come chiarisce la circolare, la nuova disposizione vale solo dal 1° gennaio 2016, in quanto non ha valore di interpretazione autentica. Tuttavia, è possibile presentare “atti di aggiornamento catastale per escludere eventuali componenti impiantistiche che, secondo i nuovi criteri, non fanno più parte della stima diretta”.

In particolare
Dal 1° gennaio 2016, sono esclusi dalla dal calcolo della rendita catastale turbine, aerogeneratori, grandi trasformatori, altoforni, tutti gli impianti che costituiscono le linee produttive presenti nell’unità immobiliare, indipendentemente dalle loro tipologia, rilevanza dimensionale o modalità di connessione, nel caso di industrie, centrali o stazioni elettriche.
Ne sono esclusi anche i pannelli fotovoltaici, tranne quelli integrati sui tetti e nelle pareti della struttura, in quanto non possono essere smontati senza rendere inutilizzabile la copertura o la parete cui sono connessi.

Per le unità già censite
Per le unità già censite, basta presentare atti di aggiornamento, non vincolati alla realizzazione di interventi edilizi sull’immobile, solo per rideterminare la rendita catastale, escludendone eventuali componenti impiantistiche non più oggetto di stima diretta, in base alle nuove disposizioni.

Nuove modalità per il calcolo della rendita catastale
Dal 1° febbraio 2016, per gli immobili a destinazione speciale e particolare, il calcolo della rendita catastale si effettuerà tenendo conto del suolo, delle costruzioni e degli elementi strutturalmente connessi (come impianti elettrici e di areazione, ma anche ascensori, montacarichi, scalemobili), senza più considerare i macchinari, i congegni, le attrezzature e gli altri impianti funzionali al processo produttivo, che non conferiscono all’immobile un’utilità apprezzabile anche in caso di modifica dell’attività al suo interno.

La nuova norma, quindi, elimina le difficoltà d’interpretazione riscontrate talvolta nella determinazione della rendita dei fabbricati produttivi, in quanto le varie tipologie di macchinari e impianti escluse dalla rendita catastale sono raccolte sotto un’unica definizione.

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