Prestazione energetica edifici: requisiti minimi in  Emilia Romagna

Prestazione energetica edifici, requisiti minimi in Emilia Romagna
Prestazione energetica edifici, requisiti minimi in Emilia Romagna

Sul Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna n. 184 del 24 luglio la Delibera della Giunta regionale n. 967 del 20 luglio per l’aggiornamento dei requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici.

Con tale delibera la Regione  Emilia Romagna si riallinea alla Direttiva 2010/31/UE, mediante una profonda revisione della LR n. 26/2004 operata con la LR n. 7/2014 “Comunitaria 2014” che aggiorna la disciplina sui requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici.

In particolare, con tale Atto, l’Emilia Romagna adegua la propria disciplina alle disposizioni nazionali indicate al nuovo DM 26/06/2015. Sulla Gazzetta Ufficiale del 15 luglio 2015, infatti, sono stati pubblicati i decreti ministeriali relativi ai requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e alla certificazione energetica.

Grazie a questi provvedimenti, anche in Italia viene attuata la Direttiva 2010/31/UE, come previsto dal Decreto Legislativo 192/2005, modificato ed integrato con la Legge 90/2013. Tuttavia, le disposizioni nazionali si applicano solo a quelle regioni che non provvedono in autonomia al recepimento e all’attuazione della Direttiva europea. Questo in base alla cosiddetta “clausola di cedevolezza”.

Da quando i nuovi requisiti minimi

L’obbligo di rispetto dei nuovi requisiti di prestazione energetica scatta dal 1° ottobre, evitando l’entrata in vigore delle disposizioni nazionali: i progettisti della Regione Emilia Romagna potranno così operare nel rispetto di un quadro normativo completo, organico e sistematico di requisiti da rispettare per il calcolo della prestazione energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici, in relazione alle diverse tipologie di intervento.

Fino alla data di entrata in vigore dei nuovi requisiti si continueranno ad applicare le disposizioni attualmente in vigore, come da Delibera dell’assemblea legislativa n. 156 del 4 marzo 2008 e s.m.i., ed in particolare quelle riportate ai punti 1, 3 e 4 e negli Allegati 1, 2, 3, 4, 5, 13 e 15. Disposizioni che continueranno ad applicarsi anche alle varianti in corso d’opera e alle variazioni essenziali relative a titoli edilizi ancora validi alla data di entrata in vigore del nuovo Atto.

Edifici ad energia quasi zero

Con questo provvedimento, dal 1° gennaio 2019 e quindi in anticipo di due anni rispetto alla scadenza nazionale, per i nuovi edifici e per quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti i consumi energetici dovranno essere ridotti al minimo e coperti in buona parte con l’uso di energia da fonti rinnovabili. Per gli edifici pubblici tale scadenza è anticipata al 1° gennaio 2017. In caso di nuova costruzione e di ristrutturazione importante, i requisiti minimi sono rapportati  a quelli dell’edificio di riferimento, in base alla tipologia edilizia e alle fasce climatiche. Un passo avanti, quindi, verso l’aumento degli edifici ad energia quasi zero

Per le nuove costruzioni

In caso di nuova costruzione, il progettista deve evidenziare i risultati della valutazione della fattibilità tecnica, ambientale ed economica per l’utilizzo di sistemi alternativi ad alta efficienza tra i quali, i sistemi a fornitura di energia rinnovabile, cogenerazione, teleriscaldamento e tele raffrescamento, pompe di calore.

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