Il Catasto e il patrimonio immobiliare italiano

Il Catasto e il patrimonio immobiliare italiano
Il Catasto e il patrimonio immobiliare italiano

Rapporto dell’ufficio Statistiche e Studi della direzione centrale Osservatorio del mercato immobiliare, con la collaborazione della direzione centrale Catasto e cartografia.

È stato pubblicato di recente il rapporto “Statistiche catastali 2014”, realizzato dall’ufficio Statistiche e Studi della direzione centrale Osservatorio del mercato immobiliare, con la collaborazione della direzione centrale Catasto e cartografia.

Il rapporto, oltre che fornire una mappa del numero, della consistenza e della rendita delle unità immobiliari censite negli archivi catastali, distingue le stesse unità immobiliari in rapporto alla natura giuridica degli intestatari. Di seguito, in particolare.

Le unità immobiliari urbane presenti in catasto

Al 31 dicembre 2014 risultano censiti in Catasto oltre 73 milioni di unità immobiliari urbane. Dei 73 milioni sono quasi 64 milioni le unità presenti negli archivi del  Catasto a cui è associata una rendita, per complessivi 37,5 miliardi di euro, non considerando gli immobili che non producono reddito del gruppo F, i beni comuni non censibili e gli immobili in lavorazione.

I gruppi catastali

La maggior parte delle unità è censita nel gruppo A (oltre il 55%) e nel gruppo C (quasi il 42%), dove sono compresi anche le pertinenze delle abitazioni, cioè soffitte, cantine, box e posti auto, oltre a immobili commerciali (negozi, magazzini e laboratori). La restante parte dello stock (il 3%) è costituita da immobili a destinazione speciale (gruppo D, 2,4%), a destinazione particolare (gruppo E, 0,3%) e a uso collettivo (gruppo B, 0,3%).

La rendita catastale

In termini di rendita catastale, la quota maggiore è ancora rappresentata dagli immobili del gruppo A e C, ma scende al 65% circa del totale. Le unità del gruppo D rappresentano, di contro, una rilevante quota di rendita del patrimonio immobiliare italiano, quasi il 30%, a fronte di una quota di solo il 2,4% in numero.

Dei 37,5 miliardi di euro di rendita complessiva, circa il 60% riguarda immobili di proprietà delle persone fisiche (22,5 miliardi di euro) e il restante 40% (15 miliardi di euro) è detenuto da persone non fisiche; solo lo 0,1% del totale (circa 30 milioni di euro) è la rendita associata ai beni comuni censibili.

Fonte: Assocond-Conafi

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