Prima casa: riacquisto con credito d’imposta, aggiornamento

Prima casa, riacquisto con credito d'imposta
Prima casa, riacquisto con credito d’imposta

Quando è possibile riacquistare la prima casa con il credito d’imposta, ovvero usufruendo delle stesse agevolazioni di cui si è fruito per il primo acquisto. Dall’Agenzia delle Entrate.

Come spiega l’Agenzia delle Entrate nella guida “Fisco e casa: acquisto e vendita”, aggiornata al mese di aprile 2015, il credito d’imposta spetta anche per un’altra abitazione riacquistata mediante contratto di appalto o di permuta.

Ovvero, chi vende la prima casa agevolata e ne acquista un’altra, anche se non ultimata, entro un anno dalla vendita che abbia però i requisiti prima casa, ha diritto a un credito d’imposta pari all’imposta di registro o all’Iva pagata per il primo acquisto agevolato. Ad una condizione: il riacquisto entro un anno dalla vendita.

In particolare

Il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa è utilizzabile sia in diminuzione dell’imposta di registro sia in diminuzione dell’Irpef. Il credito d’imposta non può essere superiore all’imposta dovuta per il secondo acquisto e può essere utilizzato in base alle richieste del contribuente così specificate:

  • in diminuzione dell’imposta di registro relativa al nuovo acquisto;
  • per l’intero importo, in diminuzione delle imposte di registro, ipotecarie, catastali, sulle successioni e donazioni dovute su denunce e atti presentati dopo la data di acquisizione del credito;
  • in diminuzione dell’Irpef dovuta in base alla prima dichiarazione successiva al nuovo acquisto;
  • in compensazione con altri tributi e contributi dovuti in sede di versamenti unitari con il modello F24 (usando il codice tributo 6602).

Il credito va utilizzato per l’intero importo

In base alla normativa vigente sulle imposte dovute per tali atti e denunce, il credito deve essere utilizzato per l’intero importo. Pertanto il contribuente che utilizza solo parzialmente il credito d’imposta per pagare l’imposta di registro dovuta per l’atto in cui lo stesso credito è maturato potrà utilizzare l’importo residuo solo in diminuzione dell’Irpef o in compensazione, ma non in diminuzione delle imposte di registro, ipotecarie, catastali, sulle successioni e donazioni per gli atti presentati dopo la data di acquisizione del credito.

Modalità

Il contribuente deve dichiarare la sua intenzione di fruire del credito d’imposta già nell’atto di acquisto del nuovo immobile, specificando se intende utilizzarlo in detrazione dall’imposta di registro dovuta per lo stesso atto.

In particolare, l’atto di acquisto dovrà contenere la chiara richiesta del beneficio e dovrà indicare gli elementi necessari per la determinazione del credito, oltre alle dichiarazioni ordinarie di possesso dei requisiti per l’agevolazione prima casa.

Il contribuente dovrà:

  • indicare gli estremi dell’atto di acquisto dell’immobile sul quale era stata versata l’imposta di registro o l’Iva agevolata con il relativo importo;
  • dichiarare la sussistenza dei requisiti che gli avrebbero dato diritto al beneficio alla data dell’acquisto stesso, se aveva corrisposto l’Iva ridotta anche in mancanza della specifica agevolazione prima casa;
  • nel caso in cui risulti corrisposta l’Iva sull’immobile venduto produrre le relative fatture;
  • indicare gli estremi dell’atto di vendita dell’immobile.

Quando non spetta il credito d’imposta per riacquisto prima casa

  • ha perduto il beneficio prima casa per l’acquisto precedente;
  • ha acquistato il precedente immobile con aliquota ordinaria, cioè senza usufruire del beneficio “prima casa”;
  • il nuovo immobile acquistato non ha i requisiti “prima casa”;
  • ha ceduto un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa riacquistando, non a titolo oneroso, un altro fabbricato con i requisiti per fruire del beneficio.

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