Agevolazioni fiscali per lavori miglioramento antisismico

Agevolazioni fiscali per lavori miglioramento antisismico
Agevolazioni fiscali per lavori miglioramento antisismico

Con la circolare n.42/E del 5 agosto 2011 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulle agevolazioni fiscali per interventi di miglioramento antisismico in risposta al quesito di un contribuente.

L’Istituto Casacerta ha chiesto chiarimenti all’Agenzia delle Entrate sulla possibilità di fruire delle agevolazioni fiscali anche per gli interventi di miglioramento antisismico.

L’Agenzia delle Entrate ha risposto trattando l’argomento in maniera più ampia e fornendo alcune precisazioni di primaria importanza per la fruizione delle agevolazioni fiscali nel caso indicato dal contribuente.

Leggiamo, quindi, la risposta dell’Agenzia delle Entrate al quesito, per l’assistenza al contribuente come da Circolare n.42/E del 5 agosto 2011.

L’Agenzia spiega che, nel caso di lavori miglioramento antisismico, è possibile fruire di una sola agevolazione pari al 50% fino al 31 Dicembre 2015 con il tetto massimo di spesa di 96.000 euro.

L’acquirente o l’assegnatario ha diritto all’agevolazione del 50%, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione che risulta dall’atto di acquisto o di assegnazione.

Gli interventi di miglioramento antisismico sono già ricompresi nell’acquisto o nell’assegnazione della casa ristrutturata, in quanto tali interventi non possono essere considerati un’altra tipologia di lavori. Infatti, la detrazione si applica quando sono stati effettuati interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia come si legge nella guida delle Entrate alle lettere c) e d) del comma 1 dell’art. 3 del Dpr 380/2001.

Pertanto, il contribuente può effettuare dopo l’acquisto gli interventi per il  miglioramento antisismico o energetico che ritiene necessari o che non siano già stati fatti a priori, mediante pagamento diretto all’impresa ed ottenendo, quindi, le relative agevolazioni fiscali percentualmente in base al periodo in cui sono effettuati i pagamenti.

NOTA

Al fine di un maggiore chiarimento, l’Agenzia spiega che esistono dei distinguo fra gli interventi di restauro e risanamento conservativo e gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Sono interventi di restauro e risanamento conservativo quelli fatti per la conservazione e la funzionalità di un fabbricato quali, ad esempio, il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio e l’inserimento degli impianti necessari alla sua corretta funzionalità.

Gli interventi di ristrutturazione edilizia, invece, sono quelli volti a trasformare un manufatto edilizio per conferirgli una fisionomia in tutto o in parte diversa dalla precedente.

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