Smart city: l’urbanizzazione confortevole anche per gli over 60

Smart city l'urbanizzazione confortevole anche per gli over 60
Smart city
Tecnologia, sostenibilità ambientale, innovazione e tanto altro per le città intelligenti, ma anche un occhio di riguardo per gli over 60, dalle panchine riscaldate ai percorsi antistress, passando dai parchi senza gradini.

È tutto studiato nella Smart City, la città intelligente che rappresenta il trionfo della tecnologia, della sostenibilità ambientale e vivibilità e che dovrà rispondere a tutte le necessità dei cittadini. La progettazione è un dibattito sempre aperto, con l’obiettivo di rendere la città accessibile a tutti.

In tutto questo gran parlare di Smart City, di trasformazione delle città, di piani di urbanizzazione ad hoc, si ha la sensazione che sia tutto rivolto ad una popolazione giovane, poco si parla di future città a misura anche di anziani. Una buona fetta della popolazione, anche futura, sarà costituita da over 60 che avranno, come succede nel presente, difficoltà di movimento e tutto quanto comporta il passare degli anni.

Piccoli dettagli, visibili ogni giorno, ad esempio, l’attraversamento di un semaforo. Una persona giovane impiega pochi secondi, l’anziano, al contrario, è in difficoltà anche per la pavimentazione non sempre facile da percorrere, a volte, anche scivolosa in caso di pioggia e neve. Poniamo il caso di un parco cittadino con strada scoscesa e, quasi sempre, privo di panchine per consentire una breve sosta.

Se poi si prendono in considerazione le stime, nel 2030, due terzi della popolazione risiederà in città e, un quarto degli abitanti avrà più di 60 anni. Una città intelligente come si definiscono le Smart City, deve prendere in considerazione questo problema che non è da considerare marginale. Un anziano ha diritto di vivere in una città non ostile e poco sensibile alle sue esigenze. Secondo quanto rivelano molti sondaggi, contrariamente a quanto si possa pensare, gli anziani non sognano di vivere in ridenti e verdeggianti zone tranquille, ma, potendo, scelgono la città.

Nel lontano 2006, nacque un progetto chiamato “Age-Friendly Cities” , creato dalla World Health Organisation, con l’obiettivo di facilitare, in qualche modo, la vita agli anziani. Attualmente sono 258 le città britanniche che hanno aderito all’iniziativa, ognuna con le proprie inventive. Manchester, ad esempio, è promotrice della “Take-a-seat initiative”, vale a dire l’installazione di sedie in vari punti della città anche all’interno di negozi. La stessa attenzione è stata prestata anche per le fermate degli autobus, spesse prive di sedute e nella maggior parte dei casi inadatte.

Sono tanti i progetti Smart City pro anziani, ad esempio, giardini pubblici privi di scale o panchine sparse per la città realizzate con materiali caldi al tatto. Passando dal mondo britannico a quello francese, a Lione è stato avviato un servizio di trasporto pubblico chiamato “cyclopousse”, interamente dedicato agli over 60, in pratica, giovani pedalatori che, in sella ad una due ruote, fungono da taxi a prezzi calmierati. Supermercati “age-friendly”, invece, si trovano in Germania, corridoi più ampi, pavimenti antiscivolo, scaffali più bassi ed etichette dei prodotti più grandi.

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