Mercato dei mutui: si consolida a febbraio la domanda secondo Crif

Mercato dei mutui si consolida a febbraio la domanda secondo Crif
Mercato dei mutui
La domanda dei mutui si sta consolidando anche se, come rivelato da Crif, risulta essere in forte ritardo rispetto agli anni precedenti.

Da una panoramica sul mercato dei mutui a cura di Crif, si evince che, nel corso del mese di febbraio, le famiglie italiane sono ricorse alla richiesta di un mutuo per una percentuale superiore del 38,7 per cento rispetto al pari periodo dello scorso anno, facendo registrare l’incremento più consistente dal 2008 a oggi.

Una buona notizia quella relativa al mercato dei mutui che segnala il ritorno a volumi che non si registravano dal crollo verticale avvenuto nella seconda metà del 2011 e per tutto l’anno successivo. Nonostante i risultati positivi degli ultimi venti mesi, Crif sottolinea che si registra ancoa un forte ritardo rispetto agli anni precedenti.

È l’importo medio del mutuo chiesto dalle famiglie italiane che rivela la mutata dinamica dei finanziamenti, dove la parola d’ordine sembra essere cautela. Nel mese di febbraio, infatti, sono stati richiesti importi medi che si attestano a 124.175 euro, più o meno quanto erogato l’anno precedente, ma molto lontana dai 140.877 euro del 2010 e dai valori medi degli anni precedenti.

Relativamente alla distribuzione in funzione dell’importo, le maggior parte delle richieste degli italiani è compresa tra 100.000 e 150.000 euro, con una quota pari al 29 per cento sul totale, seguita a ruota da quella inferiore ai 75.000 euro, con il 26,6 per cento. In buona sostanza, il mercato dei mutui vede le famiglie italiane fare i conti con molta produnza in base al reddito disponibile, preferendo una rata che vada ad incidere il meno possibile sulle reali condizioni economiche.

Ancora una volta, il maggior numero delle richieste delle famiglie italiane, ha scelto una durata dei mutui fra i 15 ed i 20 anni e fra 25 e 30 anni, con percentuali, rispettivamente del 23,5 per cento e 23,6 per cento del totale. Molto evidente l’attenuazione della classe tra i 25 e i 30 anni rispetto alla quota pari al 28,2 per cento del totale registrato a febbraio dello scorso anno.

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