La Casa e la Legge: in agenda le normative da ricordare

La Casa e la Legge
La Casa e la Legge

Leggi e normative a tema sulla casa: il riparto fra coniugi del bonus sul recupero edilizio; per il bonus “prima casa” i coniugi devono sottoscrivere il rogito; la tassazione del guadagno dalla vendita di un immobile.

Il riparto fra coniugi del bonus sul recupero edilizio

La detrazione spetta in relazione alle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi di ristrutturazione (articolo 16-bis del Dpr n. 917 del 1986). Sulla base di tale presupposto, può usufruire della detrazione anche il soggetto non indicato nella documentazione, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa sostenuta da quest’ultimo.

L’annotazione sui documenti della percentuale di spesa sostenuta deve essere effettuata fin dal primo anno di fruizione del beneficio e il comportamento dei contribuenti deve essere coerente con tale annotazione. Non è, pertanto, possibile modificare, nei periodi d’imposta successivi, la ripartizione della spesa sostenuta (vedi il paragrafo 4.1 della circolare n. 11/E del 2014).

Per il bonus “prima casa” i coniugi devono sottoscrivere il rogito.

È legittima la revoca, per la metà, dell’agevolazione fiscale “prima casa” se, al momento del rogito, era presente solo uno dei due coniugi che ha acquistato il bene in comunione legale. Le dichiarazioni prescritte dalla norma agevolativa devono essere rese al notaio da entrambi i coniugi acquirenti e l’eventuale dichiarazione integrativa deve essere redatta “con le stesse formalità giuridiche del precedente atto ed entro i termini di decadenza”.

È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 1988 del 4 febbraio 2015.

La tassazione del guadagno dalla vendita di un immobile

In caso di trasferimento a titolo gratuito o oneroso di un immobile acquistato con i benefici “prima casa” prima che siano passati cinque anni, si decade dall’agevolazione, a meno che non si acquisti un altro immobile da adibire a propria abitazione principale. La perdita del beneficio comporta il pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura ordinaria e della sanzione del 30% e degli interessi di mora sulla differenza tra l’imposta versata alla registrazione dell’atto e quella effettivamente dovuta. Peraltro, la cessione a titolo oneroso di fabbricati entro cinque anni dalla costruzione o dall’acquisto genera una plusvalenza tassabile, pari alla differenza positiva tra il prezzo di vendita e il costo d’acquisto. Tuttavia, sono escluse dalla tassazione le plusvalenze derivanti dalla cessione di unità immobiliari urbane adibite ad abitazione principale del cedente e dei suoi familiari per la maggior parte del periodo intercorso tra acquisto e cessione (articolo 67, comma 1, lettera b, del Testo Unico sull’Imposta di Registro).

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