Geometri in edilizia, chiarimenti competenze dal CdS

Geometri in edilizia
Geometri in edilizia

Con la sentenza n. 883/15 il Consiglio di Stato ha precisato che il progetto di un edificio in cemento armato non va affidato ai geometri, ma a ingegneri o architetti iscritti all’Albo.

Così la sentenza n. 883/15 il Consiglio di Stato, che ha fornito altri chiarimenti sulle ripartizione delle competenze dei professionisti in edilizia, precisa che il progetto di costruzioni in cemento armato non va affidato ai geometri, ma ad ingegneri o architetti iscritti all’Albo, come previsto del r.d. 16 novembre 1939, n. 2229.

In sintesi, la normativa professionale in vigore pone dei limiti alla competenza professionale dei geometri. In particolare i giudici hanno precisato che i geometri non possono progettare edifici in cemento armato anche in caso di costruzioni civili con modeste strutture in cemento armato.

Pertanto, la progettazione, direzione e vigilanza di costruzioni civili con strutture in cemento armato sono competenze solo di ingegneri e architetti iscritti nei propri Albi professionali e non rientrano nelle competenze dei geometri.

In via del tutto eccezionale, i geometri possono progettare strutture in cemento armato di piccole dimensioni, accessorie per edifici rurali o industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo, purché non comportino pericolo per le persone come previsto nella lett. l) dell’articolo 16, r.d. n. 274 cit.

Così il Consiglio di Stato precisa: “Il criterio per accertare se una costruzione sia da considerare modesta – e quindi se la sua progettazione rientri nella competenza professionale dei geometri – consiste nel valutare le difficoltà tecniche che la progettazione e l’esecuzione dell’opera comportano e le capacità occorrenti per superarle; a questo fine, mentre non è decisivo il mancato uso del cemento armato (ben potendo anche una costruzione “non modesta” essere realizzata senza di esso), assume significativa rilevanza il fatto che la costruzione sorga in zona sismica, con conseguente assoggettamento di ogni intervento edilizio alla normativa di cui alla l. n. 64 cit., la quale impone calcoli complessi che esulano dalle competenze professionali dei geometri”.

E, inoltre, la Corte spiega che “deve escludersi che le innovazioni introdotte nei programmi scolastici degli istituti tecnici possano ritenersi avere ampliato, mediante l’inclusione tra le materie di studio di alcuni argomenti attinenti alle strutture in cemento armato, le competenze professionali dei medesimi”.

Fonte: Consiglio di Stato

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