Mercato dei mutui: analisi della domanda, tassi e finalità

Mercato dei mutui analisi della domanda, tassi e finalità
Mercato dei mutui
In crescita la domanda dei mutui ed i finanziamenti accordati, tassi e tipologie, finalità delle operazioni. L’analisi di questi ultimi mesi di ripresa del mercato dei mutui.

Che ci sia una ripresa del mercato dei mutui è innegabile, infatti, segnali positivi che arrivano per il terzo trimestre consecutivo in fatto di erogazioni, con variazioni a due cifre a partire dal Marzo dello scorso anno e superiori al 30 per cento che confermano il miglioramento dell’andamento iniziato lo scorso anno.

L’ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha realizzato un’analisi del mercato dei mutui che riguarda gli ultimi sei mesi dello sorso anno facendo il punto sulle finalità dei finanziamenti richiesti, tipologia, durata e importo medio di mutuo coloro che si sono rivolti alle agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas.

I motivi per i quali ci si rivolge ad un istituto di credito per ottenere un finanziamento sono svariati, dall’acquisto di una casa ad una necessità di liquidità. Ed ecco quali: acquisto di una prima o seconda casa; sostituzione e surroga per migliorare le condizioni economiche o per ottenere dell’altro denaro; finanziamenti per costruzione e ristrutturazione della propria abitazione; per liquidità non necessariamente attinenti la casa.

Motivazione principale, dice l’analisi del mercato dei mutui di Tecnoasa, è l’acquisto della prima casa che rappresenta l’80 per cento della richiesta totale, solo l’1.8 per cento per l’acquisto della seconda. In entrambi i casi, comunque, sono in calo rispetto al secondo semestre 2013. Aumenta la percentuale delle operazioni di sostituzione e surroga, che un anno fa erano l’1,7 per cento del campione e ora ne rappresentano il 3,8 per cento.

La tipologia dei tassi offerti dagli istituti di credito è varia: tasso variabile collegato all’andamento di Euribor e tasso BCE, qualsiasi variazione comporta l’aumento o la diminuzione della rata; tasso variabile con CAP con l’opzione che, nonostante le variazioni, pone un tetto massimo oltre il qule la rata non può arrivare; tasso fisso con una rata che non può variare; tasso misto che offre la possibilità di passare da una rata a tasso fisso ad una a tasso variabile, o viceversa, a scadenze predefinite al momento della stipula del contratto; rata costante: con variazioni del tasso di riferimento determinano la durata del rimborso del mutuo.

Poco più del 41 per cento dei mutuatari ha scelto un tasso variabile puro, assumendosi il rischio di un futuro aumento dei tassi. Il 39,1 per cento ha preferito il tasso fisso per una programmazione certa dell’impegno economico pur sapendo che la rata mensile è leggermente superiore rispetto al tasso variabile. Solo il 14,3 per cento ha scelto il tasso variabile con CAP, mentre, è in continua ascesa la richiesta di tasso fisso che è passato dal 27,5 per cento dello scorso anno all’attuale 39,1 per cento.

La panoramica nazionale sul mercato dei mutui, svela che la durata media è di circa 24 anni, oltre il 70 per cento dei mutui ha una durata compresa tra 21 e 30 anni e poco meno di un terzo si colloca nella fascia 10-20 anni. Nelle regioni del Nord, la tendenza è di aumentare la durata del mutuo, mentre, nelle regioni meridionali e insulari si effettuano maggiormente mutui di durata compresa tra 21 e 30 anni, l’Italia Centrale, invece, segue sostanzialmente la media generale.

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