Smart city: le città intelligenti al vaglio al convegno di Padova

Smart city le città intelligenti al vaglio al convegno di Padova
Smart City
Le città intelligenti nel mirino della Mostra Convegno Expocomfort tenutosi a Padova. Al vaglio i 116 capoluoghi di provincia italiani.

Sappiamo ormai tutti cosa sia una Smart City, la città intelligente sensibile all’efficienza energetica ed alla sostenibilità ambientale. Il tema è stato ampiamente discusso nel corso del Comfort Technology Roadshow organizzato da MCE (Mostra Convegno Expocomfort) tenutosi a Padova alla presenza di nomi illustri di professionisti del settore.

I fattori che fanno attribuire la definizione diSmart City di una qualsiasi città, si concentrano sulla diffusione del solare termico e fotovoltaico, pompe di calore, edilizia efficiente, impatto ambientale zero, edifici con efficienza energetica controllata, smart grid, reti di monitoraggio ambientale ed una efficiente raccolta differenziata.

Giuliano Dall’O’, Professore del Politecnico di Milano, ha spiegato tutto questo nel suo intervento riferendosi anche allo Smart City Index 2014, elaborato da Between con il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una sorta di classifica della Smart City italiana, come si suol dire, le città più vicine allo “Smartness”

Sono stati valutati i 116 comuni capoluoghi di provincia italiani con oltre 400 indicatori. Le città più virtuose sono, in ordine, Bologna, Torino, Milano e Roma. Orgogliosamente Smart City anche le tre province venete Verona, Padova e Vicenza, classificatesi fra le prime 25 città intelligenti. Anche se a distanza, si piazzano fra gli altri capoluoghi Venezia, Treviso al 36mo posto, molto più distanti Belluno e Rovigo.

Nel corso del convegno Giuliano Vendrame, Sezione Energia della Regione Veneto, ha sottolineato l’impegno della Regione per incoraggiare la sostenibilità ambientale stanziando oltre 98 milioni di Euro per la riqualificazione energetica di edifici pubblici, scuole e imprese. L’obiettivo da raggiungere entro il 2020 è quello di alzare la quota di consumi energetici da fonti rinnovabili.

Dalle varie valutazione dei professionisti è emerso che il patrimonio edilizio italiano è fra i più energivori in Europa. Il 70 per cento degli edifici, sia residenziali che non, sono stati costruiti prima dell’approvazione della norma sull’efficienza energetica in edilizia. Il fabbisogno energetico medio italiano è di gran lunga superiore a quello di Spagna e Francia.

Sono dunque urgenti gli interventi sul patrimonio edilizio nazionale e, come spiega Giuliano Dall’O’, questi gioverebbero non solo alla sostenibilità ambientale ma anche ad una crescita stimata del Pil fra il 2 e il 4 per cento, Inoltre, ne gioverebbe anche l’occupazione con la creazione di 460 mila posti di lavoro entro il 2020.

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