Riforma tariffe elettriche: Legambiente protesta penalizza le famiglie

Riforma tariffe elettriche Legambiente protesta penalizza le famiglie
Riforma tariffe elettriche
La nuova riforma dannaggerebbe le famiglie meno numerose e anziani e non premia i virtuosi delle utenze domestiche. Ira di Legambiente che boccia totalmente la riforma.

La proposte dell’Autorità circa la riforma tariffe elettriche non sta andando nella direzione sperata. Assolutamente contraria Legambiente che ritiene tale riforma penalizzante solo per le famiglie meno numerose e gli anziani. A pagarne le conseguenze anche chi è attento alla riduzione dei consumi premiando, al contrario, chi ha consumi più alti.

In buona sostanza, la riforma tariffe elettriche farebbe scomparire qualsiasi incentivo alla riduzione dei consumi, rispetto ad oggi, pagherebbe meno chi consuma di più, con un aggravio per le famiglie che, invece, sono attente al risparmio energetico, di almeno il 20 per cento. Inoltre, la revisione degli oneri di rete e di sistema, spostati dalla componente variabile a quella fissa, penalizzerebbe l’autoproduzione da fonti rinnovabili.

L’aggravante è che a pagare maggiormente lo scotto della riforma tariffe elettriche, sarebbero le famiglie a basso reddito che non potranno neanche accedere alle agevolazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica per assenza di redditi da detrarre. La teoria è appoggiata anche dall’associazione dei consumatori.

Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, specifica: “Nonostante gli intenti siano condivisibili, tra cui la volontà di spingere gli usi elettrici diventati oggi competitivi anche da un punto di vista ambientale la revisione delle tariffe proposta dall’Autorità non aiuta le famiglie, ne risponde alle sfide che l’Italia deve cogliere per ripensare il sistema energetico. Occorre infatti ripensare le tariffe per premiare gli interventi di riduzione dei consumi da parte degli utenti, attraverso l’efficienza e l’autoproduzione. Chiediamo all’Autorità di aprire un confronto sulle proposte più efficaci in questa direzione, anche guardando all’esperienza di altri Paesi”.

A preoccupare ulteriormente Legambiente, è il Decreto Concorrenza approvato il 20 febbraio che prevede il passaggio al mercato libero, abolendo il “servizio di maggior tutela”. Improrogabile la necessità di fare chiarezza sul futuro delle bollette con regole trasparenti. L’associazione ambientalista conclude la sua protesta: “Anche questa decisione motiva la necessità di disporre di obiettivi chiari sul futuro delle bollette e di regole trasparenti, per evitare che si determinino conseguenze sociali e ambientali rilevanti nei prossimi anni”.

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