Immobili di pregio: l’efficienza energetica fa impennare le vendite

Immobili di pregio l'efficienza energetica fa impennare le vendite
Immobili di pregio
Aumentano le compravendite degli immobili di pregio, gli edifici classe A+ e A bandiere di efficienza energetica, ma sul mercato immobiliare prevalgono immobili con scarsa qualità energetica. L’indagine Enea, I-Com e Fiaip.

L’efficienza energetica convince ad investire su immobili di pregio, gli italiano vogliono una casa che sia in grado di tagliare i consumi, conftevole e vivibile nel rispetto dell’ambiente. Questo pare essere la tendenza del mercato immobiliare secondo quanto rivela un’indagine svolta congiuntamente da Enea, I-Com e Fiaip, che ha elaborato le risposte di oltre mille agenti immobiliari.

È il caso dell’impennata di compravendite di immobili di pregio di classe A+ e A che, nel corso dello scorso anno, è salito al 10 per cento in più rispetto al 2013 quando si attestava al 6 per cento. Per quanto siano segnali incoraggianti, i risultati dell’indagine raccontano anche che il mercato immobiliare resta dominato da immobili con una qualità energetica molto scadente, causata dall’evidente peso degli edifici vecchi nello stock immobiliare.

L’interesse verso gli immobili di pregio dotati di qualità energetica parlano chiaro, gli italiani sono sempre più interessati all’efficienza energetica tanto da considerarla un elemento essenziale e imprescindibile per affrontare un acquisto, da trasferire anche alle categorie edilizie di minor pregio.

Ottime notizie anche sul fronte delle case di nuova costruzione. L’indagine svela che lo scorso anno sono cresciute sensibilmente le compravendite di immobili con una qualità energetica superiore. Non così rassiscuranti, invece, i dati emersi per le vendite di immobili ristrutturati che, stando all’indagine, non tengono sufficientemente in considerazione l’efficienza energetica.

Lo scorso anno, le compravendite di immobili di nuova costruzione hanno riguardato edifici di classe A+, A e B con una percentuale del 49 per cento, l’anno precedente era il 40 per cento. Molto più allarmanti i dati relativi agli immobili ristrutturati che denunciano un crollo del 6 per cento rispetto al 2013.

Abbastanza nebuloso il quadro tracciato dall’indagine relativo all’opinione degli addetti ai lavori. Pur aumentando la consapevolezza della rilevanza dell’efficienza energetica di un edificio, sia i venditori che gli acquirenti, non danno troppo peso alla certificazione che, invece, costituisce un elemento fondamentale per la scelta dell’immobile su un mercato sempre più orientato verso l’efficienza. La causa scatenante potrebbe essere la solita abitudine italiana dell’incertezza, le normative a livello nazionale subiscono frequenti modifiche, non sempre facilmente interpretabili ed attuabili.

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