Rent to buy: i chiarimenti sulle tasse dell’Agenzia delle Entrate

Rent to buy i chiarimenti sulle tasse dell'Agenzia delle Entrate
Rent to buy
I primi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla disciplica fiscale per chi prende in affitto casa con l’opzione di acquistarla in un secondo tempo.

Si parlava di poca chiarezza sul Rent to Buy, la speciale formula di affito introdotta dal decreto Sblocca Italia, che consente di acquistare l’immobile in un secondo tempo. È di oggi la circolare n.4 dell’Agenzia delle Entrate che fa chiarezza su aliquote e modalità del regime fiscale. Nella circolare si stabilisce chi e quando pagare le tasse, cosa accadrà se si decide di non procedere all’acquisto.

Si parla di cedolare secca anche per i contratti Rent to Buy sulla quota versata in conto affitto, trattandosi a tutti gli effetti di un contratto di affitto, ed il proprietario nulla dovrà sull’anticipo versato dall’inquilino. Al futuro venditore, invece, spetta pagare tutte le altre imposte, Imu compresa, in quanto la proprietà passa di fatto al probabile acquirente dell’immobile solo al momento del rogito.

Le aspettative sono che, con questo chiarimento, decolli definitivamente questo particolare tipo di contratto che, in buona sostanza, è ventaggioso per entrambe le parti. L’inquilino avrà subito a disposizione l’immobile potendo rimandare il più costoso acquisto, bloccherà il prezzo e, anche se il venditore dovesse cambiare idea, non perderà l’affare. Il proprietario metterà subito a frutto il suo immobile sapendo che in tempi così difficili, la vendita appare più difficile.

Ad oggi, si è cercato di lanciare il Rent to Buy, era intervenuto anche il Notariato per mettere a disposizione una formula di contratto tipo ma, nonostante gli sforzi, a frenare qualsiasi trattativa è stata la mancanza di precise indicazioni sulla tassazione. La circolare 4/E del 19 febbraio dell’Agenzia delle Entrate ha definitivamente chiarito che non c’è alcuna tassazione per il proprietario sulla quota incassata nel corso del tempo a titolo di acconto, anche se il prezzo di vendita è più elevato di quello di acquisto.

L’unica condizione è che al momento del rogito siano trascorsi almeno cinque anni dall’acquisto stesso. Tale periodo inizierà a decorrere dalla data dell’atto di cessione della proprietà e non da quella della stipula del contratto di Rent to Buy. Viene inoltre precisato che, nel caso in cui l’inquilino non volesse procedere all’acquisto o dovesse essere inadempiente ai pagamenti, il proprietario ha il diritto di trattenere la somma versata a titolo di acconto. In questo caso, precisa l’Agenzia delle Entrate, il proprietario dovrà dichiarare l’intera somma ricevuta alla voce “redditi diversi” in quanto somma versata a titolo di risarcimento per un contratto non concluso, pertanto, soggetta a tassazione.

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