Mercato del credito: gli aggiornamenti secondo Istat

Mercato del credito gli aggiornamenti secondo Istat
Mercato del credito
Forte aumento per mutui e finanziamenti nel terzo trimestre dello scorso anno, secondo quanto dicono i dati Istat.

Dai dati pubblicati da Istat, il mercato del credito sta lentamente riprendendo la corsa. Nel terzo trimestre dello scorso anno, si legge, mutui, finanziamenti e altre obbligazioni, registrano un aumento del 13,9 per cento per un totale di 66.350 mutui. Una crescita evidente già dai primi nove mesi dell’anno che si attestata al 7,8 per cento per un totale di 201.079 convenzioni rogate.

La ripresa del mercato del credito si verifica in modo omogeneo in tutte le regioni italiane, in particolar modo al Sud, con un segnale positivo del 22,6 per cento, e nelle Isole dove si registra un incremento del 21,8 per cento.

Non sono confortanti i dati pubblicati da Crif che parlano di un mercato del credito ancora incerto, un quadro congiunturale su tutti i fronti. Si nota molta cautela sia per la domanda di credito delle famiglie, sia su quello dell’offerta da parte degli operatori. Dopo tre lunghi anni in negativo, nel corso dello scorso anno si è verificata una crescita rispetto all’anno precedente, in progressivo aumento di richieste, volumi importanti anche se ancora ben distanti dal periodo del benessere economico.

Non cresce, invece, la domanda di prestiti personali da parte delle famiglie dove si segnala ancora un segnale negativo, La tendenza alla cautela fa sì che gli importi medi di finanziamento diminuiscano.

Una vera e propria impennata di domande di mutuo si è verificata nel corso del mese di dicembre, con un eloquente +30,6 per cento rispetto al pari periodo 2013. Gli istituti di credito cercano di stimolare il mercato del credito con prodotti flessibili, puntando sull’attuale tasso variabile ridotto ai minimi storici, sia per le richieste di surroga, che ha registrato una crescita del 15 per cento. Anche l’importo medio dei mutui richiesti è ulteriormente calato, attestandosi a 124.346 euro, confermando la tendenza di questi ultimi anni a trovare soluzioni che non gravino sul bilancio familiare.

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