Cessione contratto preliminare: tassabile la plusvalenza

Cessione contratto preliminare, tassabile la plusvalenza
Cessione contratto preliminare, tassabile la plusvalenza

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 6/E del 19 gennaio 2015, conferma che, in caso di cessione del contratto preliminare, è tassabile la differenza tra la spesa sostenuta per la caparra e l’importo ricevuto.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, quindi,  se viene venduto il contratto preliminare, la differenza fra la spesa sostenuta per la caparra e l’importo ricevuto per la vendita è una plusvalenza assoggettabile al fisco. La plusvalenza data dalla differenza tra l’importo ricevuto e quanto versato in sede di preliminare va calcolata in base all’articolo 71, comma 2, del Tuir.

La plusvalenza derivante dalla vendita di un contratto preliminare per l’acquisto di un immobile rientra tra i redditi diversi, in quanto l’importo derivante dalla vendita del contratto preliminare non è esentasse, ma rientra fra i corrispettivi tassabili.

Ma cos’è il contratto preliminare? Non è l’effettivo trasferimento di un immobile, ma un accordo tra acquirente e venditore in base al quale entrambi assumono l’impegno di concludere l’affare entro un tempo prestabilito.

Se il potenziale acquirente, dopo aver stipulato il compromesso per l’acquisto di un immobile e aver pagato un acconto, ci ripensa e rivende il contratto preliminare l’atto, incassa una plusvalenza fiscalmente rilevante che, come precisa l’Agenzia delle Entrate, trova posto tra i redditi diversi dell’articolo 67, comma 1, del Tuir, lettera l), ovvero fra i “redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dalla assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere”, in quanto il potenziale acquirente si è assunto l’obbligo di non stipulare il contratto definitivo.

NOTA

Con la risoluzione 6/E del 19 gennaio 2015 l’Agenzia delle Entrate risponde a una persona fisica che, dopo aver stipulato il contratto preliminare per l’acquisto di un’abitazione ancora in costruzione e aver pagato un acconto, ha un ripensamento e decide di rivenderlo. Secondo l’Agenzia delle Entrate l’operazione, per lui, è in attivo dal punto di vista dell’incasso. Secondo l’istante, invece, la plusvalenza derivante dalla vendita del contratto preliminare non rientra in nessuna categoria di reddito imponibile e, quindi, non è  tassabile.

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