Crisi immobiliare: la ripresa comincia dalle grandi città

Crisi immobiliare la ripresa comincia dalle grandi città
Crisi immobiliare
Le prime avvisaglie di ripresa della crisi immobiliare inizia dalle grandi città, ma l’Ance lancia un allarme, servono segnali positivi per scongiurare un nuovo anno disastroso.

L’Ance ha lanciato un allarme sulla crisi immobiliare che si sta vivendo in questi ultimi anni, servono segnali positivi per scongiurare un nuovo anno disastroso come i precedenti. Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance, unitamente a Confartigianato e Cooperative, chiede al Governo un incontro chiarificatore che argini, in qualche modo, il dilagare della crisi.

Nel 2014, spiega Buzzetti, gli investimenti sono calati del 3,5 per cento, per il prossimo anno le previsioni non sono rosee, si parla di un ulteriore decremento del 2,4 per cento, urgono segnali positivi per superare una crisi immobiliare che non sembra ancora vedere una luce in fondo al tunnel.

I primi spiragli di ripresa, si erano avvistati nel settore delle compravendite nei primi nove mesi dell’anno che sta volgendo al termine, ma le tasse rappresentano un grosso deterrente: “Dai 9 miliardi che gli italiani hanno pagato nel 2011 di Ici, siamo arrivati ai 24 miliardi di Imu e Tasi di oggi. In sostanza 15 miliardi sottratti dalle tasche dei contribuenti”.

Per il momento, tentano di uscire dalla crisi immobiliare le grandi città e nei comuni capoluogo, questo fa ben sprerare che si tenti di chiudere un ciclo negativo. L’Osservatorio congiunturale dell’Ance ha raffrontato i dati riguardanti la precedente crisi del 1992 che ha visto una significativa contrazione di circa il 15 per cento. L’anasili riguarda quattro diversi periodi. Dal 1992 al 1996, la crisi economica aveva causato gravi provlemi alle famiglie ed aveva aumentato i tassi di interesse, determinando un periodo negativo.

Dal 1996 al 2003, sempre nelle grandi città, il volume delle compravendite era sensibilmente aumentato grazie anche alla riduzione dei prezzi delle abitazioni ed al mercato del credito che registrava una forte espansione. Dal 2004 al 2006 si registra il livello massimo delle compravendite negli altri comuni della provincia fortemente motivato dai prezzi molto elevati delle grandi aree urbane che spingono i cittadini a spostarsi a ridosso di esse.

Un vero e proprio crollo avviene con la crisi internazionale, le compravendite subiscono una forte riduzione ed è crisi immobiliare a tutti gli effetti. Le banche stringono attorno ai mutui e le famiglie risentono delle incertezze. Nel 2014, però, i prezzi delle case continuano ad abbassarsi e le banche riaprono le porte ai finanziamenti.

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